Chi regna in Serie B, dove nulla è scontato

Calcio
Il Sassulo di Di Francesco resta solo al comando della Serie B, dopo la vittoria sulla Juve Stabia (Foto Getty)
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B COME BARONE. Conferme e sorprese dopo l'undicesima giornata, dove a far da padrona sono tre squadre: Sassuolo, Verona e Livorno. Ma il bello non si esaurisce con loro...

di DANIELE BARONE

Le certezze stanno lì davanti, in quel terzetto che fila veloce: Sassuolo, Verona e Livorno. Poi la bagarre. Otto squadre in tre punti, tra gli affanni dello Spezia (Serena ha incassato la fiducia della società) e la verve del Cittadella, in quella terra di mezzo dentro la quale può succedere di tutto. E’ il bello della B. Il solito bello.

Eusebio Di Francesco ha una squadra con la S maiuscola. Lo capisci da certi particolari, anche dal carattere e da quel pizzico di fortuna che t’aiutano e ti spingono al momento decisivo, fosse anche l’ultimo della partita, e che fa la differenza anche in certe serate in cui non sei stato così tanto superiore all’avversario come invece ti è successo in passato. La zampata al 94’ di Berardi è quel particolare. Gli undici punti di vantaggio sulla quarta sono tutto quello che c’è intorno.

Andrea Mandorlini ha la squadra migliore. E questo lo abbiamo detto, tutti, sin da subito ma per la prima volta dall’inizio della stagione il Verona ha fatto… il Verona, cioè vincere tre partite di seguito e dimostrare che, Sassuolo a parte, non c’è ne’ per nessuno. Soprattutto se Cacia continua a fare… il Cacia: quello, cioè, che a queste latitudini fai fatica a marcarlo e che, appena ti distrai, te la butta dentro. Nove in totale, quattro nelle ultime tre. E la corona del Re del gol è diventata sua.

Davide Nicola ha la squadra più divertente. Sembra un po’ il Pescara di Zeman di un anno fa: miglior attacco e terza peggior difesa e, lo insegna proprio quel Pescara, da una storia così può nascere un finale imprevedibile. Contro il Cesena, però, per la prima volta non ha preso gol e questo può essere un buon segnale. Insomma, se il tridente amaranto continua a fare il suo e se dietro aggiungono un po’ di robustezza, allora sarà show fino alla fine.

A proposito: orologio alla mano, quello di Davide Moro, nell’assai divertente Empoli-Modena, è stato l’ultimo gol di giornata, il 299esimo del campionato. Fanno una media di 27 a turno e quasi 2,5 a partita. Tanta roba. Non ci saranno più il blasone del Torino e della Sampdoria, non ci sarà più il fattore Z dello stadio Adriatico ma alzi la mano chi osa negare che la B anche questa volta ha saputo rinnovarsi suonando la musica migliore. E martedì altro giro di rock, a caccia del gol n.300. Tanto per cominciare. Anzi per continuare.