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21 novembre 2018

Avanti Sardegna! La nazionale che sarebbe piaciuta a Gramsci

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Se il fondatore e segretario del Partito Comunista Italiano fosse vivo la domenica andrebbe allo stadio e sarebbe entusiasta della rappresentativa sarda. Anzi, si sarebbe proposto come presidente onorario

NAZIONALE SARDA, C’E’ CHI HA DETTO DI SI’, MA TUTTI GLI ALTRI CHI SONO?

NASCE LA “NATZIONALE SARDA DE BOCIA”. IL CT MEREU SOGNA BARELLA

Antonio Gramsci, sardo di Ales, il più grande intellettuale isolano, tra i fondatori del partito Comunista, ne sarebbe stato entusiasta. Anzi, si sarebbe proposto come presidente onorario. Avrebbe accolto questa utopia realizzata della Nazionale Sarda come una sorta di definitiva conferma del suo rivoluzionario manifesto. Lui che ai tempi, in direzione opposta al pensiero della sinistra colta, celebrava il calcio, sostenendo che "richiede iniziativa, competitività e conflitto", invece di ripudiarlo come anestetico delle coscienze. Gramsci invitava gli operai a frequentare lo stadio, esaltava il pallone come massima espressione democratica.

Se oggi fosse vivo si tatuerebbe lo slogan del Cagliari, "Una terra, un popolo, una squadra", més que un club, urlerebbe dalla curva "Forza Casteddu", plaudirebbe alla missione del presidente Giulini tesa a cementare l'identità popolare attraverso le imprese rossoblù. Soprattutto si divertirebbe a stilare il suo undici titolare della neonata selezione nuragica, dopo la decisione della Conifa, la Confederation of Independent Football Associations, di includere la Sardegna tra i suoi nuovi membri. E quindi, riconoscendone le molteplici diversità, l'orgogliosa consapevolezza di sè, quell'anima chiusa in un pugno che Gigi Riva, sardo "per scelta", s'incaricò di incendiare nel '70, trasformando quello scudetto mitologico in una sommossa, in un autentico cambiamento sociale.

Ed anche il tifoso Gramsci non avrebbe avuto dubbi su quale giocatore elevare a simbolo del gruppo, perchè nell'energia creativa del cagliaritano Barella, cucciolo di fuoriclasse, tutti i valori legati alla "sardità" non smettono di trovare naturale, esplosiva declinazione. Come del resto è sempre accaduto nel percorso del Ct Bernardo Mereu, da tempo il miglior tecnico espresso dalla scuola isolana, tra i protagonisti della nuova fioritura di talenti.

Sogno? Progetto visionario? Forse, ma la Sardegna di quelli storicamente si nutre, spesso realizzandoli. E questa fresca Nazionale, in attesa di sfidare Padania e Groenlandia, ha tutta l'aria di voler procedere in quella direzione. Sospinta dalla fiera benedizione gramsciana.        

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