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24 settembre 2008

La Juve frena, l'Inter scappa. Crollano Roma e Fiorentina

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Adriano e Mancini abbracciano Cruz. L'argentino dell'Inter ha realizzato il gol decisivo contro il Lecce

SERIE A/4a GIORNATA. Un gol di Cruz basta per superare il Lecce. Nerazzurri soli in testa alla classifica. I bianconeri non vanno oltre l'1-1 col Catania. Giallorossi e viola cadono sotto i colpi di Genoa e Lazio. Milan rinato: 2-1 a Reggio Calabria

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Inter sola in testa. Frena la Juve - Ci sono giocatori che possono stare in panchina partite e partite per poi alzarsi al momento giusto ed essere decisivi. Uno di questi è senz'altro Julio Cruz, un attaccante cui Roberto Mancini deve un bel pezzo dello scudetto dell'anno scorso e che anche Josè Mourihno puo' iniziare a ringraziare, dopo il gol a 10' dalla fine di una partita parecchio complicata contro il Lecce. I salentini fanno infatti per bene il loro compito e, così come con il Siena nella passata stagione, Beretta dimostra di saper sempre rendere la vita difficile all'Inter sul suo campo. I suoi difensori chiudono tutti gli spazi a Ibrahimovic e compagni ma la palla non esce quasi mai dalla metà campo difensiva e, alla fine, arriva la zampata di Cruz che al 34' della ripresa decide la partita e dà all'Inter il primato solitario in classifica, che non è un brutto posto dove stare in attesa del derby di domenica sera. Intanto la Juve frena. La testa di Amauri ma non del campionato. Perchè di mercoledì i leoni ce li ha il Catania, e i bianconeri restano ingolfati sull'1-1. Nonostante una valanga di palle gol e una metafora per il futuro: Amauri più in alto di tutti a picchiare il pallone, ma non la partita. Mentre l'Inter se ne va verso il derby da capolista, il punto dei bianconeri è uno. Su una piccola ferita, per le traverse, e i miracoli di Bizzarri. Amauri ha i muscoli come e più dei compagni. Ma stavolta non è bastato alla formazione di Ranieri.

Roma e Fiorentina ko. Milan ok - Si rammarica la Juve, figuriamoci Roma e Fiorentina. Seconda trasferta in campionato e seconda sconfitta per i giallorossi, che dopo i tre gol presi a Palermo becca un altro tris dal Genoa, spinto dalla doppietta di Milito (quattro gol in tre gare per il Principe). Rispetto all'1-3 in terra siciliana, però, questa sconfitta ha un sapore diverso in casa giallorossa: per il gioco espresso e soprattutto per il gol annullato a Panucci per fuorigioco quando il risultato era sul 2-1. Black out anche per la Fiorentina, caduta 3-0 all'Olimpico sotto i colpi di una Lazio brava a gettarsi subito alle spalle la recente disfatta al San Siro contro il Milan. Dici Milan e dici fine di una crisi, almeno stando ai risultati (e non è poco). I rossoneri si aggrappano ai gol di Borriello e Pato per battere 2-1 la Reggina nello Stretto e bissare il successo di domenica scorsa. Ma non c'è molto da stare allegri, soprattutto in vista del derby, perchè al Granillo la squadra di Ancelotti - che nella ripresa subisce l'1-1 di Corradi prima di passare ancora con Pato - è piaciuta solo in parte. Ostaggio per lunghi tratti del gioco dei calabresi, il Milan risolve il match quasi per caso. Una vittoria preziosissima, quella di Reggio, che però nasconde i limiti di una squadra con poca fantasia a centrocampo.

Avanti tutta - Il Napoli batte il Palermo, anche se con qualche affanno, e si lancia verso l'apice della classifica. La squadra di Reja è abile a complicarsi la vita nei momenti topici della partita. Ma gli azzurri sono anche abbastanza pratici e cinici da sapersi meritare, tutto sommato, la vittoria. Troppo è lo spazio lasciato al Palermo, eccessivamente rinunciataria la tattica messa in campo in alcuni momenti della gara. Ma questo è un Napoli solido anche nel carattere, una squadra che non molla mai. L'emblema di questo gruppo di ferro sono gli uruguaiani Gargano e Zalayeta. L'Atalanta di Del Neri si aggiudica ancora una volta l'intera posta in palio con il minimo sforzo, come era già successo all'esordio contro il Siena e a Bologna. Al Comunale di Bergamo decide una stoccata di Sergio Floccari, al primo gol stagionale: una rete che fa sprofondare il Cagliari di Allegri e a regala continuità al gioco di una formazione imperforabile a livello difensivo. 

Pari e patta - Finisce a reti inviolate la sfida all'Artemio Franchi tra Siena e Sampdoria. Le due formazioni non fanno molto per superarsi e, alla fine, la divisione equa della posta in palio accontenta tutti perchè muove la classifica e regala ad entrambe continuità. Ai punti meglio il Chievo, ma alla fine è un pareggio che ci sta l'1-1 tra i gialloblù e il Torino. I granata partono meglio e mettono in difficoltà la squadra di casa, poi subiscono. Gli episodi fanno la differenza, il Torino passa dal dischetto, ma il secondo tempo è tutto del Chievo. Poi ci pensa De Biasi. Il tecnico del Torino blinda il pareggio, cambia in corsa, mette mano alla squadra e spegne le velleità dei veneti. Quindici minuti e nulla più. Tanto è durata la partita del Bologna. Il primo episodio, il rigore con l'espulsione di Britos, ha infatti segnato la partita e messo tutta in discesa la partita dell'Udinese, che con una prova giocata con ordine ha trovato la vittoria in modo più semplice del previsto. D'Agostino, Floro Flores e Pepe hanno firmato la vittoria che mantiene l'Udinese a ridosso delle posizioni che contano.