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04 ottobre 2008

Mourinho: ''Difficoltà sottoporta ma siamo primi''

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Il colpo di tacco con cui Ibrahimovic ha portato in vantaggio l'Inter

Il tecnico portoghese ammette una certa sterilità dell'attacco nerazzurro ma guarda il bicchiere mezzo pieno. ''Dobbiamo essere pragmatici e le cose non vanno così male''

Pragmatismo - Non sarà ancora l'Inter che vuole ma José Mourinho incamera i tre punti e aspetta tempi migliori. Il tecnico nerazzurro si accontenta di un'Inter sprecona ma che, ugualmente, riesce a portare a casa i successi, almeno in riferimento alla gara vinta con il Bologna per 2-1. "Questa partita è facile da analizzare, ha avuto 7-8 grandissime possibilità di segnare, l'avversario non ne ha creata nessuna e ha segnato - ha spiegato - L'abbiamo creata noi per loro. Potevo stare in panchina tranquillo ad aspettare la fine della partita. E' finita 2-1 ma sembrava una partita equilibrata. Noi dobbiamo essere pragmatici, siamo in testa alla classifica, le cose non sono brutte".

Difficoltà sottoporta - Il terzo gol e un maggiore possesso palla avrebbe eliminato la preoccupazione: "
Abbiamo creato, potevamo avere un altro rigore, un contropiede che Obinna quasi mette a segno. Con una squadra che finisce con tre situazioni nette per segnare, si capisce che abbiamo avuto la volontà di segnare. Purtroppo in questo momento siamo così,  in questo momento è difficile segnare, gli avversari non creano molto, ma succede sempre qualcosa e fanno un gol".

La fede di Mou - A Quaresma è stata data una nuova possibilità ma il portoghese spesso è incappato in azioni palla al piede che non hanno prodotto grandi risultati: "Per questioni culturali non possiamo essere d'accordo. E' un giocatore che ha creatività e non posso dire che non crea. Ma per voi è meglio un giocatore che fa un passaggio efficace". Un Mourinho più cattolico che scaramantico quello che sul 2-0 ha baciato un oggetto tenuto tra le mani: "Ovviamente è qualcosa che ha a che fare con la fede". Sul gol preso: "Devo dimenticare questo gol, perché è una rete completamente fuori dal contesto della partita, fuori dall'organizzazione della squadra. Si può parlare di infortuno, si può parlare di poca comunicazione, ma quando si parla di struttura di gioco, di organizzazione della squadra, questo gol non ha nessuna relazione".