Spalletti: "La società faccia chiarezza sugli obiettivi"

Calcio
Jeremy Menez autore del secondo gol consecutivo in campionato
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Luciano Spalletti non sa ancora se resterà l'allenatore dei giallorossi e ammette: "Siamo competitivi ma non come Inter, Milan e Juve. Se la società vuole arrivare tra le prime due io non posso garantire l'obiettivo"

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"Chiarezza su tutto e parlare in maniera evidente e trasparente". Ecco cosa vuole Luciano Spalletti dalla società, cioè da Rosella Sensi, con la quale si incontrerà a metà settimana per parlare del suo futuro. Perché a un mese dall'inizio del ritiro la Roma non sa ancora chi la allenerà. Il presidente è sicuro che Spalletti rimarrà, anche perché ha un contratto fino al 2011, il tecnico però vuole delle garanzie. E non si tratta tanto del mercato, quanto soprattutto di chiarezza nei patti per evitare un'altra annata come questa, in cui le aspettative dei tifosi erano superiori a ciò che la squadra poteva realmente fare. "La Roma è una squadra competitiva, i tifosi esigono di arrivare primi e quindi bisogna attrezzarsi nella maniera giusta - ha detto il tecnico - L'essenziale è parlare in maniera evidente, trasparente e di conseguenza si ha tutto più chiaro. Secondo me ci sono delle società più attrezzate di noi per vincere il campionato, però poi giustamente la mia proprietà vuole lottare per vincere e arrivare nelle prime due. Io questo non glielo posso assicurare e di conseguenza non creo neppure problema. E' tutto abbastanza semplice, più di quello che potrebbe sembrare. Io ci metterò sempre tutto il mio entusiasmo e la mia volontà e mi sembra che negli ultimi quattro anni ci sono dei numeri importanti. Con l'aiuto di tutti abbiamo fatto delle stagioni di livello".

Insomma, se la Roma pensa che il compito di Spalletti sia quello di portare questa squadra tra le prime due in Italia, l'allenatore è pronto a farsi da parte. "Se si va ad un confronto di possibilità, è chiaro che si perde in questo momento. Noi dobbiamo andare ad un confronto sotto altri aspetti: essere bravi a fare mercato, coinvolgere gli sportivi e così si va a giocare per la vittoria ad ogni costo. Ci sono margini di crescita sempre e comunque, al di là delle potenzialità e delle possibilità economiche, piuttosto che andarsi a confrontare con Milan, Inter o Juve, che hanno qualcosa in più di noi - conclude - Dobbiamo essere bravi a sopperire a questa situazione e a coinvolgere il pubblico parlando in maniera chiara".