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31 ottobre 2009

Genoa, caso Lopez: il Paraguay chiede l'arresto di Preziosi

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Enrico Preziosi, presidente del Genoa

Truffa e lesione di fiducia le accuse al presidente rossoblù per la compravendita dell'ex Tacuary. Una sentenza Fifa è favorevole ai liguri. Dal club: "Siamo sereni, nessuna procedura per la rogatoria internazionale attivata dagli organi sudamericani"

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I tifosi del Genoa saranno sempre riconoscenti al centravanti Dante Lopez, autore di un gol decisivo per la promozione del Genoa dalla C alla B nel 2006, ma la sua compravendita dalla squadra paraguayana Tacuary ha lasciato un "velenoso strascico giudiziario", come lo ha definito il Genoa. Nonostante una sentenza della Fifa favorevole ai rossoblù - fa sapere l'Ansa - dal Paraguay è infatti arrivato un mandato di cattura internazionale per il presidente Enrico Preziosi, ritenuto contumace in una causa per truffa e 'lesione di fiducia', apparso sul sito internet dell'Interpol.

La società genovese si dice serena e tranquillariguardo alla vicenda, pubblicata da due quotidiani, e spiega che la vertenza tra i due club è stata chiusa oltre un anno fa dal Tribunale sportivo internazionale della Fifa (1 settembre 2008) con una sentenza che ha respinto il ricorso del Tacuary e ha dato ragione al Genoa.

I sudamericani, che avevano venduto Lopez al Genoa nel gennaio 2006 per 3,5 milioni, hanno accusato i liguri di avere tratto profitto dalla successiva cessione del centravanti al Crotone. Il Genoa, dicono oggi i legali, ha invece dimostrato con successo alla Fifa che al momento della rescissione del contratto il club paraguayano aveva dichiarato di non avere più nulla da pretendere dalla società rossoblù.

Dopo la sentenza sfavorevole della Fifa, la squadra paraguayana ha però avviato una azione penale presso il Tribunale di Asuncion che ha portato al mandato di cattura diffuso il 22 luglio dall'Interpol. Secondo il Genoa, il procedimento è però viziato da alcuni errori procedurali: la richiesta di arresto, dicono i legali, ò infatti scattata in modo automatico secondo le leggi del Paese perché Preziosi non si è presentato all'udienza fissata il 29 dicembre 2008, dove non poteva essere presente perché la notifica gli è stata consegnata solo in una data successiva, il 18 aprile del 2009.

Secondo gli avvocati del Genoa, che hanno coinvolto nella vicenda il ministero degli Esteri, il ministero della Giustizia e l'ambasciata italiana in Paraguay, non c'è rischio di arresto per Preziosi perché nessun provvedimento giudiziario è seguito alla richiesta di arresto. "Allo stato attuale - afferma il club rossoblù - non risulta che gli organi paraguayani giudicanti abbiano attivato le doverose procedure per la rogatoria internazionale. Della vicenda il Genoa Cfc ha tempestivamente interessato il ministero di Grazia e Giustizia, il ministero degli Esteri e l'ambasciata italiana in Paraguay, che stanno fornendo pieno sostegno al club rossoblù per accertare, anche nelle suddette sedi, l'estraneità rispetto ai fatti contestati".

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