StramAllegri, panchine con i mesi contati. Anzi, forse no

Calcio
Allegri e Stramaccioni: momento decisivo della stagione per i due allenatori delle milanesi
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L'inversione di marcia dei rossoneri nel girone di ritorno (7 vittorie in 10 gare) ha rinsaldato la panchina di Max. Che ora si aspetta fiducia da parte del Milan. Anche il tecnico dell'Inter ha 60 giorni per conquistare la conferma. Vediamo come e perché

Solo pochi mesi fa il suo destino era appeso a un filo. L'inversione di marcia dei rossoneri ha rinsaldato la panchina, ma nonostante la grande rimonta il futuro di Massimiliano Allegri al Milan resta ancora incerto. Tutto è legato al rinnovo. L'allenatore attende un cenno, una proposta, un segnale dal Milan. Il suo contratto, infatti, scade nel 2014. Difficile, anzi impossibile che Allegri accetti di sedere sulla panchina rossonera per un'altra stagione, senza avere certezze per il futuro. Condizione imprescindibile per cominciare a ragionare sulla permanenza a Milanello e sul suo destino. Solo in parte legato ai risultati. Comunque positivi fino a questo momento, nonostante la recente eliminazione dalla Champions League. Il terzo posto è stato raggiunto grazie ad un fantastico girone di ritorno: sette vittorie in dieci partite hanno portato la squadra di Allegri, prima ad agganciare e poi a superare tutte le dirette concorrenti. Risultato questo che se dovesse confermarsi anche tra due mesi, avrebbe del miracoloso. Soprattutto per come era cominciata la stagione. Per questo Allegri si aspetta fiducia da parte della società. La sua priorità era e resta il Milan con cui ha iniziato un ciclo e con cui intende andare avanti. Perché la squadra è giovane, ha grandi prospettive e con i giusti ritocchi può tornare a vincere qualcosa di importante. Lontana - almeno per il momento - l'ipotesi Roma che però potrebbe inserirsi proprio in questo clima di totale incertezza. E in un rapporto - come quello tra Allegri e Berlusconi - mai definitivamente decollato. Ma che, stavolta, potrebbe davvero fare la differenza...

Anche Stramaccioni ha due mesi. 60 giorni per conquistare la conferma. L'uomo della favola impossibile, dai giovani alle stelle in un colpo solo, ora deve concretizzare tutto il suo lavoro. Sfruttare quelle che per il suo presidente sono state buone intuizioni. In un anno al comando ha battuto due volte il Milan, ha sconfitto la Juve in casa sua, sconfitto Napoli e Fiorentina. Ha sfiorato la Storia con il Tottenham e ha lavorato nelle condizioni più complicate possibili tra sfortuna, infortuni e qualche errore arbitrale. Ha sbagliato anche lui, subendo sconfitte evitabili a Siena, Udine, Firenze, Londra, col Bologna. Per diversi motivi ha preso prima Sneijder, poi Milito, ha dovuto gestire l'artista Cassano al primo anno di Serie A. Insomma, ha vissuto un anno che ne vale 10. E dopo tutto questo si deve ancora guadagnare la conferma. Gli rimangono terzo posto e Coppa Italia. Se li centra entrambi o anche uno solo rafforza la sua posizione sperando di poter presto riaprire l'anta della bacheca. Altrimenti tocca a Moratti dover studiare l'ennesima soluzione. Mazzarri e Spalletti hanno un appeal forte. Blanc e Mihajlovic hanno il profilo giusto. E l'ombra di Mourinho è sempre gigantesca quasi quanto il suo ingaggio. Ipotesi, scenari, e un destino che ancora si deve compiere. Ma chi fa i conti senza Strama dimentica che ci sono ancora due mesi. 60 giorni per dare a questa storia un finale da favola.