Pippo: "Il Milan cerca l'allenatore? A Firenze voglio punti"

Calcio

Dopo una settimana difficile e la posizione delicata del tecnico, il Milan lunedì proverà a rialzare la testa al Franchi. "Sarà una partita aperta. Sento l'affetto della società e del presidente tutti i giorni, non penso bluffino con uno come me"

Dopo una settimana difficile, il pari deludente col Verona e la posizione delicata del tecnico rossonero, il Milan lunedì proverà a rialzare la testa al Franchi. "Sarà una partita aperta, abbiamo avuto tanti giorni per prepararla e abbiamo tanto bisogno di una grande partita. Siamo il Milan", ha detto Filippo Inzaghi nella conferenza della vigilia di Fiorentina-Milan.


"Il risultato col Verona ha condizionato tutta la settimana - aggiunge l'allenatore -. La squadra ne ha risentito a caldo, ma i ragazzi sono sereni e i punti persi all'ultimo secondo vanno recuperati. Lunedì magari è la partita giusta.  Io vado dritto per la mia strada  sperando di rimanere il più a lungo possibile". Inzaghi prova a pensare solo al Milan e alla partita in programma sul campo della Fiorentina. Le voci sulla panchina a dir poco precaria e sui possibili eredi, a quanto pare, non turbano il tecnico rossonero.

"Mancano 12 partite, ho un contratto con il Milan. Sono sereno, so che godo della stima di tutti. La società sa quali problemi abbiamo avuto in questi mesi, io darò tutto fino alla fine", afferma Inzaghi, che non nasconde un pizzico di amarezza per le voci che accostano nomi a ripetizione alla sua panchina. A leggere i giornali e a sentire le tv, l'ultimo candidato alla guida del Milan è Maurizio Sarri, tecnico dell'Empoli.

"Queste cose mi fanno ridere. Sento l'affetto della società e del presidente tutti i giorni, non penso che bluffino con una persona come me. Quello che viene fuori non è carino e rispettoso, ma ci ho fatto il callo... Comunque, non mi interessa nulla, sono concentrato sulla squadra. Penso a far bene domenica dopo domenica, non sono mai stato preoccupato", ripete Pippo.

Il nome di Montella, avversario di lunedì, sembra essere in cima alla lista come possibile successore di Inzaghi sulla panchina rossonera, ma per lui il tecnico del Milan ha solo parole positive. "Vincenzo è un amico. Gli auguro il meglio, ma da lunedì sera, e sono solo contento per la sua carriera. Io spero di fare una partita all'attacco, di ritrovare le nostre giocate". L'allenatore, poi, torna sulla decisione col Verona di preferire Pazzini a Destro: "E' stata una mia scelta, ci mancherebbe. Non ho bisogno di parlarne con nessuno della società quando decido. Gli allenatori non si pentono mai quando prendono una decisione. Chi starà fuori sono sicuro che direte che avrebbe dovuto giocare. Se mi date un regolamento in cui si può giocare in 13 ne faccio giocare 13", conclude un po' stizzito il tecnico.