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30 novembre 2018

River-Boca al Bernabeu: tutti i passaggi e la ricostruzione della finale infinita

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L'ultimo capitolo di questa lunga storia è destinato a scriversi lontano dal Sudamerica. Sarà Madrid ad ospitare la finale di ritorno della Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors: una scelta figlia di una serie di eventi iniziati il pomeriggio di sabato 24 novembre

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L’entusiasmo e l’attesa dopo la partita di andata finita 2-2, il fermento del Monumental e il frastuono della Bombonera, vibrante durante l’allenamento di rifinitura del Boca; gli occhi del mondo intero puntati addosso. È passata quasi una settimana, ma sembrano ricordi lontani e sbiaditi. Adesso, quando sentono la parola Superclásico, gli argentini provano rabbia e una grande amarezza per quello che poteva essere e non è stato. Già, perché in Argentina non ci sarà nessuna partita di ritorno. Doveva giocarsi sabato 24 novembre, ma la follia di alcuni tifosi del River Plate lo ha impedito. E così il trofeo sarà assegnato lontano, in Europa: a Madrid, stadio Santiago Bernabeu. Sono passati pochi giorni da quel triste pomeriggio, eppure sono tanti gli eventi che hanno portato a questa decisione finale.

Gli incidenti fuori dal Monumental

È tutto pronto per River-Boca, finale di ritorno della Copa Libertadores 2018. L’andata, giocata in casa degli Xeneizes alla Bombonera, è finita sul punteggio di 2-2. Un risultato che di fatto rimanda tutto ai 90’ de Monumental, perché non è prevista la regola del gol in trasferta. Tutto pronto, ma purtroppo lo sono alcuni tifosi del River, che fuori dallo stadio assaltano il pullman del Boca Juniors, ferendo alcuni giocatori. Tra di loro anche il capitano Pablo Pérez, che come un paio di suoi compagni viene colpito dalle schegge di vetro che gli finiscono dentro un occhio. L’assalto dura fino all’ingresso al Monumental, laddove oltre ai feriti, altri giocatori (tra cui Tevez) arrivano indisposti per aver respirato il gas urticante lanciato dalla polizia argentina per disperdere gli aggressori.

Il primo rinvio

La partita non si può ovviamente giocare quel giorno, viene così rinviata all’indomani per "garantire la parità di condizioni". Dopo un primo accordo in tal senso, però, il Boca si rifiuta di disputare la partita al Monumental, non sentendosi sicuro, e chiede che vengano applicate le sanzioni, tra le quali anche una possibile vittoria a tavolino. Questo provoca la rabbia del River, che accusa i rivali di essere venuti meno al patto firmato il giorno prima dai due presidenti: è caos. Il Boca rilancia: non è disposto a giocare la partita nel suolo argentino.

Le polemiche e il rinvio definitivo

La CONMEBOL, che fino ad allora aveva provato a far disputare il match come da programma, si arrende all’evidenza: non accoglie il ricorso del Boca Juniors, ma attraverso il presidente Dominguez e nonostante una prima opposizione del presidente FIFA Infantino, comincia ad avviare i contatti per trovare una sede adatta alla partita. In Sudamerica nessuno è disposto, né è preparato per garantire le condizioni di sicurezza e l’incolumità di squadre e tifosi. Così, dopo una prima ipotesi Doha scartata soprattutto per ragioni logistiche, spunta Madrid.

La scelta di Madrid

L’offerta arriva da Rubiales, presidente della Federazione Spagnola, che propone – con il benestare del Real Madrid – il Santiago Bernabeu. Il rapporto tra Florentino Perez e i due presidenti è ottimo e nella capitale spagnola la comunità argentina è molto numerosa. Questo però non basta ad impedire un secondo ricorso, questa volta da parte del River Plate, che non si arrende e spera ancora di poterla giocare in Argentina. La CONMEBOL ignora questo ricorso e ufficializza data e luogo: Madrid, 9 dicembre alle 20:30 locali. A conferma arriva anche la notizia che presto verrà messo in atto un nuovo processo di vendita dei biglietti e di accredito per la stampa. I tagliandi emessi per la sfida del Monumental non hanno più validità, pertanto i tifosi millonarios dovranno acquistare nuovamente il loro biglietto. E la novità è che la vendita sarà aperta anche ai tifosi del Boca, trattandosi questa di una sede neutrale.

"Copa Conquistadores"

Tutti felici e contenti? Non esattamente. Sicuramente lo sono la COMNEBOL e il Real Madrid; ma non i tifosi e gli addetti ai lavori argentini, che ironicamente stanno incominciando a chiamare la Copa Libertadores "Copa Conquistadores". È quantomeno curioso infatti, che un trofeo dedicato a chi ha liberato il Sudamerica finisca per essere assegnato nella terra di quelli che furono i conquistatori spagnoli.

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