Aleksander Ceferin attacca il Var: "Cambiamo il fuorigioco"

la critica
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

ll presidente dell'Uefa critica i Video Assistant Referees in un'intervista al Daily Mirror: "Non sono un grande fan, ma se li tolgo ci uccidono. Sul fuorigioco sarebbe meglio mantenere una tolleranza di 10-20 centimetri" (ma cambierebbe qualcosa? ndr). Poi attacca anche la regola del fallo di mano: "È un casino, non si capisce nulla...e in Serie A ci mettono mezz'ora per controllare..."

"Se hai un naso lungo, ora sei in posizione di fuorigioco". Parole di Aleksander Ceferin, presidente dell'Uefa, da sempre, anche se mai così apertamente, meno favorevole rispetto alla Fifa sull'uso della tecnologia nel calcio.

 

Contrasto che ora deflagra con un'intervista al Daily Mirror, nella quale il numero uno del calcio europeo si esprime così sulla video assistenza: "Non sono un grande fan, ma sfortunatamente, se diciamo che non lo usiamo più, ci uccidono". Poi - a proposito del naso - la proposta sul fuorigioco: "Le linee sono tracciate dagli uomini - dice Ceferin - quindi è un disegno un po' soggettivo su qualcosa di oggettivo. Sarebbe meglio mantenere una tolleranza di 10-20 centimetri". Il che però sposterebbe soltanto il problema, perché a quel punto stabilire se i centimetri siano 19 o 21 rimarrebbe comunque soggettivo, e senza dimenticare che già ora la revisione di un fuorigioco può scattare solo davanti una "clear replay image".

 

Un concetto che però a Nyon hanno già dimostrato di voler recepire con una certa flessibilità, anche se si è di fronte a dati oggettivi e ad un regolamento - e a un protocollo - che hanno valenza mondiale. Lo si è visto ad esempio nell'interpretazione degli avanzamenti irregolari dei portieri sui calci di rigore, tollerati già in Supercoppa e poi in Champions nonostante una chiarificazione ufficiale partita dall'Ifab.

 

L'attacco di Ceferin alle regole fissate dall'International Board - anche se par di capire andato oltre alle intenzioni - non ha naturalmente risparmiato il fallo di mano, definito lapidariamente "un casino nel quale non si capisce nulla", e non manca una critica anche all'uso del Var in Serie A: "Alcuni arbitri in Inghilterra non controllano nemmeno, in Italia ci mettono mezz'ora". L'Aia tace, ma non sono di certo parole che possono far piacere, visto che oltretutto le statistiche sui tempi delle review sono praticamente in linea con quelle della Champions.