Robinho, la Cassazione conferma la condanna a 9 anni per stupro

LA DECISIONE
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ISTANBUL, TURKEY - JANUARY 23: Brazilian football player Robinho arrives to Istanbul with his family, to deal about his transfer to Demir Grup Sivasspor football team in Istanbul, Turkey on January 23, 2018. (Photo by Islam Yakut/Anadolu Agency/Getty Images)

Come riporta l'agenzia Ansa, condanna definitiva a 9 anni di carcere per il brasiliano e l'amico Ricardo Falco. La decisione è stata pronunciata dalla Corte di Cassazione di Roma per lo stupro di una donna nel 2013 a Milano. Respinto il ricorso dei legali di Robinho, che definivano il rapporto "consensuale". Ora resta il problema dell'estradizione, scrive Globo Esporte

Nove anni di reclusione per Robinho. Come riporta Ansa, è il verdetto pronunciato dalla Corte di Cassazione di Roma, che ha reso definitiva la condanna per stupro di gruppo emessa dalla Corte d'appello di Milano nel 2019. La condanna coinvolge il calciatore brasiliano e il suo amico Ricardo Falco. Respinto il ricorso presentato dai legali di Robinho, che avevano definito il rapporto "consensuale". Altri quattro amici brasiliani, solo citati nel fascicolo, non sono stati condannati. La condanna in primo grado era arrivata nel 2017, poi confermata in appello a Milano.

La violenza del 2013 a Milano

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La vicenda risale al 22 gennaio 2013, quando l’ex Seleção giocava nel Milan: secondo le ricostruzioni emerse negli ultimi anni, Robinho e un gruppo di amici parteciparono ad una serata in un locale milanese dove una donna (all’epoca 23enne) stava festeggiando il compleanno. A raccontare lo stupro furono alcune telefonate private proprio dell’ex milanista, che raccontò l'accaduto commesso insieme a Falco: "La donna era ubriaca, non sa nemmeno cosa sia successo". Le stesse intercettazioni hanno confermato la colpevolezza di Robinho e dell’amico, che avrebbero fatto bere la ragazza fino a renderla incosciente prima di abusare di lei. I due si dicevano tranquilli poiché nel locale non c’erano telecamere e la violenza era avvenuta nel guardaroba. Come si legge nella condanna della Corte d’Appello di Milano, Robinho e l'amico mostrarono "particolare disprezzo" nei confronti della vittima "che è stata brutalmente umiliata".

Il problema dell'estradizione

"Soddisfazione", è stata espressa dal legale di parte civile, l'avvocato Jacopo Gnocchi. Cosa succederà adesso? La giustizia italiana dovrebbe presentare una richiesta formale di estradizione per entrambi a quella brasiliana, che poi dovrebbe avviare una valutazione interna. Sviluppi da seguire perché, sebbene la condanna sia definitiva, Robinho e Falco non possono essere estradati in Italia come scrive Globo Esporte: la Costituzione del 1988 vieta l’estradizione dei brasiliani, inoltre il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Brasile e Italia (firmato nel 1989 e tutt’ora in vigore) non prevede l'applicazione in territorio brasiliano di una condanna imposta dalla giustizia italiana. Ecco perché Robinho e Falco correrebbero il rischio di essere arrestati solo in caso di viaggi all’estero e non necessariamente in Italia. Lo Stato italiano dovrebbe emettere un mandato d’arresto internazionale che, successivamente, potrebbe essere eseguito in qualsiasi Paese dell’Unione Europea. Come riporta Globo Esporte la donna, che venerdì compirà 32 anni, ha chiesto di non essere nominata nel processo ma ha assistito all'udienza convinta dal suo avvocato. Robinho è invece svincolato dal 2020 dopo le ultime parentesi tra Turchia (Sivasspor e Basaksehir) e Brasile con Atletico Mineiro e Santos.