Caso D'Onofrio, Procura Figc chiude le indagini: pesanti accuse a Trentalange

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Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè ha notificato l'atto di chiusura indagini sulla vicenda del procuratore Aia Rosario d'Onofrio, arrestato con accuse di narcotraffico. Nel corso delle indagini sono emersi "comportamenti disciplinarmente rilevanti" del presidente dell'Aia Alfredo Trentalange che rischia ora il deferimento. 

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Solo pochi giorni fa le parole del neo ministro dello sport Abodi, che si era detto sorpreso di come nessuno - leggasi il presidente dell'Aia Trentalange - avesse sentito la necessita di mettersi a disposizione - leggasi dimettersi - dopo il caso del procuratore arbitrale D'Onofrio, arrestato per narcotraffico il 10 novembre scorso. Ora l'atto d'accusa della procura della Federcalcio che, dopo aver letto le carte delle indagini della DDA (la direzione distrettuale antimafia) su D'Onofrio, ha chiuso la propria indagine sportiva rilevando "comportamenti disciplinarmente rilevanti" del presidente degli arbitri. Trentalange avrà 15 giorni per organizzare ed esporre la propria difesa, ma intanto Gravina ha inserito all'ordine del giorno del consiglio federale del 19 dicembre un punto che parla da solo: "situazione Aia: provvedimenti conseguenti", anche con l'obiettivo di tutelare gli arbitri stessi, che in questo momento vivono una situazione molto complicata.

Le accuse a Trentalange e l'ipotesi commissariamento

Al presidente dell'Aia la procura Figc imputa varie ipotesi di violazione disciplinare: dall'aver omesso di verificare i requisiti professionali e morali di D'Onofrio - con cui avrebbe avuto un rapporto consolidato - all'aver contattato il vice presidente della commissione disciplinare nazionale Santoni per difendere il procutatore arbitrale, che Santoni aveva invitato a tenere comportamenti più consoni. E ancora i mancati controlli a seguito delle pochissime riunioni in presenza di D'Onofrio, che era ai domiciliari, fino ai dubbi sull'avvenuta reale acquisizione del suo curriculum e sulla veridicità delle dimissioni post arresto, comunicate dall'Aia alla stampa. Trentalange e i vertici Aia sono ancora convinti di poter controbattere punto su punto dimostrando la correttezza dei propri comportamenti, ma le ipotesi deferimento e commissariamento non sono mai state così concrete.

Trentalange: "Non mi dimetto"

"Ho preso atto con stupore e amarezza del contenuto della comunicazione inerente la chiusura dell'istruttoria della Procura Federale relativamente al caso D'Onofrio, anche se è bene precisare che non si tratta di un deferimento a mio carico - ha commentato Alfredo Trentalange -. In tal senso ho chiesto di essere sentito con estrema sollecitudine dal Procuratore, Giuseppe Chinè, non solo a mia tutela ma soprattutto nell'interesse di tutta l'Associazione Italiana Arbitri. Tengo a chiarire che non ho nessuna intenzione di dimettermi".