Superlega, continua la battaglia tra Uefa e A22. Le news

Calcio
Francesco Cosatti

Francesco Cosatti

Il Tribunale Commerciale di Madrid ha emesso la sentenza sul caso della Superlega, stabilendo che sono illegali gli statuti Uefa e Fifa che impediscono ai concorrenti di entrare nel mercato delle competizioni internazionali per club. È la prima volta che un tribunale europeo applica il quadro giuridico emesso dalla Corte di giustizia europea lo scorso dicembre. Reichart (Ceo di A22): “Passo importante”. Da Nyon la replica dell’Uefa

ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI SKY SPORT

Il Tribunale Commerciale di Madrid 17 nelle scorse ore ha emesso la sentenza nel caso della European Super League/A22 Sports Management contro la UEFA/FIFA. Il Tribunale ha stabilito che gli statuti UEFA e FIFA che impediscono ai concorrenti di entrare nel mercato delle competizioni internazionali per club sono illegali e incompatibili con il diritto della concorrenza dell'Unione Europea. È questa la prima volta che un tribunale europeo applica il quadro giuridico emesso dalla Corte di giustizia dell'Unione europea nel dicembre 2023 e la decisione è pertanto vincolante ed esecutiva in tutta l'Unione europea. In quell’occasione la Corte affermò specificamente  che "la UEFA e la FIFA hanno abusato della loro posizione dominante [...] attribuendosi la discrezionalità di proibire la partecipazione a competizioni alternative" e "impediscono la libera concorrenza sul mercato imponendo restrizioni ingiustificate e sproporzionate" ordinando a FIFA e UEFA di "cessare la condotta anticoncorrenziale", "proibire la sua futura ripetizione" e "rimuovere tutti gli effetti delle azioni anticoncorrenziali [...] che si sono verificate prima o durante la durata del procedimento".

Reichart (A22): "Sentenza è passo importante"

Sulla decisione del tribunale di Madrid è intervenuto Bernd Reichart (CEO di A22) "Accogliamo con favore la sentenza del Tribunale di Madrid. È un passo importante verso un panorama calcistico di club veramente competitivo e sostenibile in Europa. Per troppo tempo è stato permesso alla UEFA di controllare e dominare il calcio di club a livello europeo. Gli statuti della UEFA e le azioni aggressive intraprese per proteggere il suo monopolio hanno soffocato l'innovazione per decenni e i club non dovrebbero temere minacce di sanzioni semplicemente per avere idee e conversazioni. L'era del monopolio è definitivamente finita. Non vediamo l'ora di continuare il nostro dialogo con i club di tutte le dimensioni per migliorare il calcio di club a livello internazionale e renderlo più accessibile e avvincente per i tifosi di tutte le età".

La risposta di Nyon

Poche ore dopo la sentenza,  è arrivata da Nyon – sede della massima istituzione calcistica europea guidata da Aleksander Ceferin- una nota ufficiale in cui  si legge come la UEFA abbia apprezzato la decisione del giudice confermando  la validità di un sistema di pre-autorizzazione in vigore per le competizioni di terzi da approvare secondo le regole di autorizzazione della UEFA e ha riconosciuto gli indubbi vantaggi di tali regole per il sistema sportivo del calcio.   La corte ha inoltre confermato che l’attuale versione delle norme di autorizzazione della UEFA (adottate nel giugno 2022) non sia influenzata dalla sentenza odierna. Inoltre, il tribunale non ha dato il via libera né approvato progetti come la Superlega.   Il giudice, infatti, ha affermato che il progetto della Superlega è stato abbandonato da tempo e che non si può pretendere che lei si pronunci su eventuali progetti astratti.   La sentenza -precisa la UEFA -non attribuisce a terzi il diritto di svolgere concorsi senza autorizzazione e non riguarda alcun progetto futuro né tanto meno qualsiasi versione modificata di un progetto esistente. In ogni caso, la UEFA si prenderà del tempo per studiare la sentenza prima di decidere se siano necessarie ulteriori azioni.