Mancini: risultati e squadre allenate dalle dimissioni da Ct dell'Italia a oggi

mancini ct

Vanni Spinella

Introduzione

1081 giorni dopo le dimissioni che avevano lasciato l’Italia senza parole (e senza un Ct), Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale, richiamato da Giovanni Malagò. Tre lunghi anni in cui abbiamo un po’ perso di vista il Mancio, complice la sua scelta di andare ad allenare in Arabia Saudita e Qatar: ma cosa ha fatto in questo periodo? E con quali “numeri” si ripresenta in Nazionale con l’obiettivo di risollevarla?

CT ITALIA, LE NEWS LIVE

Quello che devi sapere

La sera dell'addio, la firma con l'Arabia

È la sera del 12 agosto 2023 quando il Ct Roberto Mancini, fresco anche di nomina a coordinatore delle nazionali Under 20 e Under 21, comunica alla Figc le sue dimissioni, a sorpresa. L’Italia resta senza un Ct – il Ct che le aveva regalato il successo all’Europeo nel 2021 – e deve anche assistere, pochi giorni dopo, all’ulteriore beffa. Il 27 agosto il Mancio firma con l’Arabia Saudita, cedendo al richiamo dei 25 milioni di euro netti all'anno che gli vengono garantiti fino al 2027. L’obiettivo immediato per lui diventa la Coppa d’Asia, quello più a lungo termine è il Mondiale 2026, ma non alla guida dell’Italia

1628802176

0 vittorie nelle prime 4 partite

L’avventura di Mancini in Arabia non inizia benissimo: l'8 settembre 2023 si presenta con una sconfitta (3-1) in un’amichevole contro la Costarica. Quattro giorni dopo, nuovo ko, sempre in amichevole, stavolta contro la Corea del Sud (1-0). E ad ottobre altri due test, sempre in vista della Coppa d’Asia: pareggio con la Nigeria (2-2) e sconfitta con il Mali (3-1). Per il primo successo alla guida dell’Arabia Saudita deve attendere la quinta partita, la prima ufficiale (valida per le qualificazioni al Mondiale 2026): un 4-0 al Pakistan (16 novembre 2023) dà il via a una striscia di risultati positivi che sembra rassicurare gli arabi riguardo la bontà dell’investimento fatto

pubblicità

Verso il Mondiale e la Coppa d'Asia

L’Arabia Saudita batte la Giordania 2-0 e fa un altro passo verso il Mondiale, poi tre amichevoli in una settimana, a inizio 2024, tra il 4 e il 10 gennaio: 1-0 al Libano, 0-0 con la Palestina, 2-0 a Hong-Kong. I sauditi si presentano alla Coppa d’Asia con discrete ambizioni, forti di una difesa che non ha preso gol nelle ultime 5 partite

"Difensivista" e "indifendibile": la beffa con la Corea

L’Arabia Saudita di Mancini chiude in testa il proprio girone di Coppa d’Asia con due vittorie (2-1 all’Oman e 2-0 a Kirghizistan) e un pari (0-0 con la Thailandia), ma al primo vero ostacolo cade. Agli ottavi esce dal torneo contro la Corea del Sud allenata da Klinsmann, beffata in maniera incredibile. In vantaggio 1-0 da inizio ripresa, l’Arabia Saudita subisce il gol del pari al 99’ e perde poi ai rigori (5-3, con i sudcoreani infallibili dal dischetto). Il primo torneo alla guida dell’Arabia Saudita finisce presto e male per Mancini, che deve anche fronteggiare la rabbia dei tifosi sauditi. Mancini viene accusato di difensivismo e di non conoscere a sufficienza il calcio arabo. E anche il presidente della federazione Al Meshal lo ritiene “indifendibile”

pubblicità

"Sono triste e felice". La polemica del campo abbandonato

A far discutere è soprattutto un episodio: in aperta protesta con la squadra arbitrale, Mancini abbandona il campo prima del rigore decisivo segnato dalla Corea, dopo aver protestato chiedendo la ripetizione del tiro precedente di Al Najei (sul quale il portiere Hyeon-Woo Jo si sarebbe mosso prima, staccando entrambi i piedi dalla linea di porta). Nel post-partita Mancini spiegherà: "Mi scuso, pensavo fosse finita. Non volevo mancare di rispetto a nessuno". E nonostante la sconfitta fa i complimenti alla squadra: "Sono sia felice che triste, triste perché siamo stati eliminati, ma allo stesso tempo contento perché siamo migliorati molto. Abbiamo lavorato un mese insieme e questo è stato davvero importante. Ora siamo una squadra, anche se è chiaro che dobbiamo migliorare ancora".

1973265932

L'addio all'Arabia (con il Mondiale a rischio)

L’obiettivo diventa così quello di portare l’Arabia Saudita al Mondiale 2026. I risultati del Mancio sono però altalenanti: 3 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte nel Gruppo C di qualificazione. Quando le cose iniziano a mettersi male, con la qualificazione a rischio e il tempo che inizia a stringere, la federazione decide di risolvere il contratto con Mancini e affidare la squadra a Herve Renard (che effettivamente porterà l’Arabia al Mondiale). Il 24 ottobre 2024 termina l’avventura di Mancini da Ct dell’Arabia Saudita, con un bilancio di 9 vittorie in 21 partite. Cinque le sconfitte, sette i pareggi. E una fama, quella di difensivista, che invece viene “smentita” da un video in cui lo si vede infuriato con i suoi giocatori, intenti a difendere il risultato nei minuti finali della famosa partita con la Corea. Mentre il Mancio si sbraccia, chiedendo loro di non chiudersi e non avere paura di giocare la palla.

1965737825
pubblicità

Il pentimento: "Sbagliato lasciare la Nazionale"

Poco dopo, nel novembre 2024, Mancini si “pente”: “Se potessi tornare indietro affronterei in maniera diversa l'addio alla Nazionale, è stata una scelta sbagliata. Quel rapporto di fiducia che avevo con la Federazione si era reciprocamente incrinato ma se io e il presidente Gravina ci fossimo parlati, spiegati e chiariti probabilmente le cose non sarebbero andare così. Mi rimprovero di non aver affrontato il tutto con più chiarezza con Gravina”. E poi precisa: "Un'offerta come quella che mi ha fatto l’Arabia Saudita ti mette in crisi, non lo nego. Ha inciso nel decidere di lasciare la panchina dell'Italia ma non fu determinante”.

I due trofei con l'Al Sadd

Il 13 novembre 2025 Mancini torna ad allenare: riparte da una squadra di club ma non rientra nel “grande calcio”. Diventa infatti l’allenatore dell’Al-Sadd di Doha, in Qatar, con un contratto fino a giugno 2026. Un mese dopo ecco il suo primo trofeo, quando guida il club alla vittoria nella Qatar-UAE Super Shield, e ad aprile ecco anche il campionato, il suo quinto vinto da allenatore dopo i 3 con l’Inter e quello con il Manchester City.

pubblicità

Il derby azzurro e poi... l'Azzurro

C’è anche spazio per un “derby” italiano, nella Champions asiatica, quando il 13 aprile elimina l'Al-Hilal dell’ex compagno (nella Lazio) Simone Inzaghi, battuto ai rigori dopo il 3-3 dei tempi supplementari. Uscirà dal torneo ai quarti, contro i giapponesi del Vissel Kobe, sempre ai rigori. Il 13 giugno 2026 l’addio, attraverso un videomessaggio sui social. Mancini torna “libero”, pronto per il ritorno sulla panchina azzurra in cui non aveva mai smesso di sperare.

pubblicità