Conte entra nella Hall of Fame della Figc: "È un grande orgoglio"

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Antonio Conte entra nella Hall of fame del calcio italiano ed è il quinto ex commissario tecnico della Nazionale a farlo dopo Sacchi, Trapattoni, Lippi e Mancini. "Questo premio è sicuramente motivo di orgoglio, una grande soddisfazione. Significa affiancare personaggi che hanno fatto la storia del nostro calcio"

Antonio Conte dopo Sacchi, Trapattoni, Lippi e Mancini, è il quinto ex ct azzurro ad entrare nella categoria 'Allenatore' della Hall of Fame della Federcalcio e il primo pensiero è proprio per gli azzurri impegnati negli spareggi per entrare al prossimo mondiale in Qatar. "Sicuramente non siamo stati fortunati, sia nel girone che nel sorteggio. Però siamo l'Italia e sappiamo benissimo cosa fare, siamo noi i campioni d'Europa, non dimentichiamolo. Certo, non sarà semplice, perché le due squadre più forti tra quelle finite ai play off sono proprio Italia e Portogallo, però ritengo che abbiamo le carte in regola. Dobbiamo andare ai Mondiali".

Conte: "Un premio che è motivo di orgoglio"

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"Per me questo premio è sicuramente motivo di orgoglio, una grande soddisfazione. Significa affiancare personaggi che hanno fatto la storia del nostro calcio" ha detto Conte. Cinque scudetti vinti, oltre ai trofei internazionali come la Coppa UEFA, la Champions League e la Coppa Intertoto, vicecampione del mondo nel 1994 e vicecampione d'Europa nel 2000 con la maglia azzurra la sua carriera da calciatore. Nelle vesti di allenatore ha raggiunto due promozioni in serie A sulla panchina del Bari e su quella del Siena, con la Juve tra il 2011 e il 2014 si è confermato campione d'Italia per tre stagioni consecutive, oltre ad avere vinto due Supercoppe italiane; quindi con il Chelsea ha trionfato nella Premier League e nella FA Cup e con l'Inter si è laureato campione d'Italia. Nei due anni da commissario tecnico sulla panchina azzurra ha guidato l'Italia ai quarti di finale degli europei 2016.  "Penso - spiega Conte - che alla fine il riconoscimento sia stato dato considerando entrambe le mie carriere, sia quella di calciatore che quella da allenatore, anche perchè in tutti e due i casi ho avuto un percorso importante, con la fortuna e la bravura di vincere praticamente tutto quello che c'era da vincere. Purtroppo è mancato solo qualcosa con la Nazionale, considerando che sono stato vice campione del mondo e d'Europa. Da allenatore sto cercando di ripercorrere lo stesso percorso importante". Ed è proprio la maglia azzurra indossata a Usa '94 con il numero 15 sulle spalle il cimelio che l'ex ct ha consegnato al Museo del Calcio.