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09 settembre 2008

Siamo in grado di rivelarvi tutte le mosse dell'Osservatorio

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A San Siro solo tifosi genovesi, l'Udinese dovrà pagare l'Ici dello stadio di Torino, a Bologna tifosi atalantini di fede prodiana e basta, per Siena-Cagliari sugli spalti soltanto la Nannini e Gigi Riva. Ecco anche le altre iniziative...

Il tifosi del Catania potranno recarsi in trasferta per la partita Inter-Catania. Dovranno avere però sia il biglietto dello stadio, che quello del treno. Niente trasferta a Napoli, invece, per i tifosi della Fiorentina. Le decisioni sono state prese dal Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, riunitosi in mattinata a Roma dopo la riunione dell'Osservatorio del Viminale. Domenica è di nuovo serie A, insomma, e dopo gli incidenti di Roma-Napoli arriva il giro di vite.

Per l'occasione siamo in grado di rivelarvi, in esclusiva assoluta, le principali, segrete mosse pensate dall'Osservatorio per tranquillizzare le domeniche degli italiani già a partire dal prossimo weekend. Seconda giornata d'andata.

GENOA-MILAN. Match, si sapeva, chiuso agli ultras rossoneri. Onde evitare inutili revanscismi già dal mattino dopo, la novità è però che, per la giornata di ritorno (28 gennaio 2009), si è deliberato il libero accesso alle gradinate di S.Siro ai soli tifosi del Genoa. Niente milanisti allo stadio. Se a Genova, insomma, non possono andarci i milanesi, a Milano saranno invece graditi esclusivamente i genovesi. Meglio se potranno dimostrare il possesso del tradizionale attico a Santa Margherita, che contraddistingue i valori più apprezzati dalla borghesia milanese. Si farà un anno a testa, che sarà mai: una stagione tutta tifo rossoblù, in casa e fuori; la stagione dopo tutto tifo rossonero. Par condicio. La simpatica trovata, sponsorizzata dall'Apt meneghina, avrà il vantaggio di fare finalmente apprezzare ai liguri la Madunina d'inverno. I milanesi svernano in Riviera a cercare il sole? Bene: da gennaio saranno gli abitanti della Lanterna a ricambiare. Stadio, panetun, un rabarbaro in piazza Duomo coi piccioni, il giro di shopping in Montenapoleone e chi s'è visto s'è visto. Morale della decisione: se sono loro e basta, i genovesi, mica si prenderanno a mazzate.

JUVENTUS-UDINESE. I friulani avranno libero accesso allo stadio di Torino, altro che. Senza limitazione alcuna. Solo che dovranno pagare l'Ici dell'impianto al sindaco Chiamparino. Sono l'Ifi e l'Ifil, le finanziarie di famiglia agnelliane, ad avere lanciato l'idea. E' un modo simpatico di contribuire all'arrotondamento dei conti municipali. Nel segno del federalismo fiscale, per di più: non stabilisce forse che i trasferimenti allo Stato vanno limitati, lasciando ai comuni le tasse comunali? Bene: il comune di Udine ha la chance di fare il primo passo. Pagare le tasse al comune di Torino. In fondo, Torino o Udine, sempre di Nord si tratta.

BOLOGNA-ATALANTA. Ammessi sotto le due Torri esclusivamente i tifosi bergamaschi di provata fede prodiana. Dovranno esibire, ai tornelli, la ricevuta del voto delle Primarie del Pd. Dovranno rispondere a tre domande sulla service tax ideata da Calderoli, possibilmente senza bestemmiare in celtico (la lingua della Lega) e astenendosi dal brandire le famigerate ampolle del Po. Solo prodiani, ripetiamo. Bologna, sindaco Cofferati in testa, pensa di inaugurare in questo modo una stagione di rilancio per il centrosinistra un po' asfittico. Prevista comunque la presenza di Vittorio Feltri in quota centrodestra.

LAZIO-SAMPDORIA. Intanto, come direbbe Preziosi, i sampdoriani non sono mica liguri veri. Quindi, per loro, non vale il diritto che vale invece per i genoani (vedi sopra). E allora, tanto per non essere troppo severi con tutte le tifoserie, al Viminale hanno deciso che i laziali potranno fare carne da macello dei blucerchiati. Si è sentito udire, all'uscita del Casms: "Ahò, a 'sti infamoni je famo un mazzo che nun se lo scordeno. Li pijamo pe' l'orecchie e li arziamo come la Coppa de li Campioni...". In fondo, come direbbe Califano, so' regazzini: famoli sfogà. Se chiudiamo un occhio in uno stadio di una sola città, ella Madonna, non muore nessuno, no? O volete la severità e il rigore tutti d'un colpo? Acclimatiamoci, prima.

LECCE-CHIEVO.  I veronesi, che dovranno travestirsi tutti da Hans Peter Briegel (antico terzinaccio del Verona di Bagnoli) e abbassare i calzini sotto la caviglia, avranno l'obbligo di lanciare pandori Paluani e nuvole di vaniglia sulle gradinate. Mi raccomando: niente pandori Bauli. Altrimenti il presidente Campedelli, che è proprietario della Paluani, si incazza. E c'ha anche ragione, scusa. I leccesi risponderanno con un colorito lancio di cozze pelose in campo e sulla Via del Mare. Una tradizione popolare che ormai s'è persa, ma che (stando all'Osservatorio) servirà senz'altro a stemperare i campanilismi. Dunque, tutti allo stadio, ma alle condizioni appena citate. Che bello, che goduria.

PALERMO-ROMA. I rosanero pregano solo di una cosa: che Totti lasci a casa Chanel. La possibilità che, alla comparsa della figliola del Pupone, qualcuno prorompa in un classicissimo cu minchia fu idda (chi mai è costei, tradotto dal siciliano), guasterebbe probabilmente in partenza le buone relazioni fra le due metropoli del centro-sud. Ma Zamparini ne ha pensata un'altra delle sue: se la partita finisce male per il Palermo, per la gioia dei romanisti presenti, caccerà solennemente a calci in culo il neo-allenatore Ballardini, rovesciandogli nel cavallo dei pantaloni robuste portate di coda alla vaccinara. Se poi i rosanero dovessero andare sotto per più di due gol, allora il vulcanico Zamparini promette anche che i leoni del locale Circo Turiddu scenderanno sul terreno per sbranare quelle pippe dei suoi giocatori e rinverdire, così, il rito coinvolgente, un sempreverde dello showbiz, della mattanza al Colosseo.

SIENA-CAGLIARI. Allo stadio solo Gianna Nannini e Gigi Riva. Stop.

REGGINA-TORINO. Siamo alla fine. E, dunque, ai fuochi d'artificio. Spalti aperti a tutti: anche perché, diciamocelo, sono più i calabresi a Torino di quelli rimasti in Calabria. Poi: essendo praticamente identiche le casacche delle due compagini, i giocatori del Toro vestiranno la divisa della Reggina e viceversa. Costituirà motivo di sicuro spasso, il contrario dunque della violenza vituperabile e vituperata, cercare di riconoscere i propri beniamini nella divisa rivale. Un sondaggio voluto da Urbano Cairo e Lillo Foti, alla fine del match, premierà il più sagace degli spettatori. Poi Cairo aprirà un nuovo settimanale negli spogliatoi, titolo Di Meno (Di Più esiste già al Nord), e realizzerà l'allegato Cchiù pilu pe' tutti (in dialetto silano, allude garbatamente a una certa peluria particolarmente apprezzata dal tifoso maschio tipo): una simpatica iniziativa editoriale volta a rimandare a casa, tutti quanti, con una sana voglia.