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03 ottobre 2008

Mourinho parafulmine: ''Io antipatico? Proteggo la squadra''

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Il portoghese sfida i giornalisti con la statistica: "I miei conti sono positivi, sia con il Porto e che il Chelsea, ma qui il giorno che perdiamo è colpa mia. Se vinciamo è merito della fortuna''

Funziona così: Mourinho parla, Mourinho subisce le critiche, Mourinho risponde. La colpa è sua, sempre. Così funziona la sua Inter, e il tecnico portoghese lo esplicita una volta per tutte: "Dopo una partita non vado alla stampa per criticare i miei giocatori. Mai. Non mi nascondo mai. Mi piace che i miei si sentano protetti. Sono tranquilli. L'uomo da battere sono io, l'antipatico, l'arrogante, l'allenatore incapace sono io. E questo è positivo per la squadra". Moratti ha giudicato infelice la "battuta" sullo stipendio da 14 milioni... "Il presidente ha ragione sempre, può dire quello che vuole. Poi se io ho parlato con lui e di che cosa abbiamo parlato, è un nostro problema".
Il Mourinho parafulmine vale anche quando gli chiedono dell'insistenza nello schierare tanti attaccanti nel finale di partite, quando le cose vanno male. Lui ne fa un discorso statistico: "Se vinciamo 3-4 partite negli ultimi minuti con i cambi e se ne perdiamo una, il saldo sarà sempre positivo. Faccio un esempio: mettiamo che per tre volte finisce come contro il Lecce. Avrò guadagnato rispetto al pareggio, 6 punti, 2 per gara. Se ne perdo una a causa dei cambi, avrà perso 1 punto. Sei meno uno, fa cinque punti che magari servono per il titolo... Per voi quella sconfitta sarà un disastro, ma sarà solo un punto di meno. I miei conti sono positivi, sia con il Porto e che il Chelsea". E snocciola: "Con il Porto facendo così abbiamo perso una gara e ne abbiamo vinte quattro, il secondo anno, nessuna sconfitta e tre vinte. Al Chelsea il primo anno solo 4 partite vinte, nel secondo anno ne abbiamo vinte 5. Qui all'Inter ne abbiamo vinta una e perso nessuna. Il giorno che perdiamo è colpa mia. Se vinciamo è merito della fortuna".