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11 gennaio 2009

Gol e spettacolo all'Olimpico, pari e patta tra Roma e Milan

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David Beckham ha esordito nel posticipo della 18a giornata tra Roma e Milan

SERIE A/18a. Finisce 2-2 con le doppiette di Vucinic e Pato ad illuminare la supersfida in cui ha esordito Beckham. Buona la prova del centrocampista inglese, rimasto in campo per 89' e poi sostituito da Flamini

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ROMA-MILAN 2-2
22' e 72' Vucinic (R), 48' e 53' Pato (M)
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Le sei stelle, come un hotel di Dubai. E una supernova inutile. Due gol fa Pato, due gol fa Vucinic. Due a due. Roma-Milan è uno strano show in prima serata, anzi una candid camera non troppo divertente. Basta metterci i nomi: Beckham - sì proprio lui - Pirlo, Seedorf, Kakà, Ronaldinho e Pato. Tutti assieme dall'inizio. Dietro Maldini e Favalli, 77 anni in due. Pochissima logica e tanta voglia di scherzare. Ancelotti "punzecchia" Spalletti fino in fondo, rinunciando - per ora - alla panchina della Roma, per prendersi invece l'anima di una partita assurda. Un falo' delle vanita' e della eta', pure. Beckham fa l'interditore (come può), e non solo pubblicità.

Tutti a dire: "La difesa non reggerà". E infatti regge ventidue minuti appena. I vecchietti, li' al centro, fanno il loro, magari per esperienza. Il buco lo lascia quel giovanotto di Jankulovski. Il vantaggio di Vucinic è una sua mancanza, perché il cross di Riise è buono, meglio il controllo e il dribbling di Vucinic, ma tutto avviene in faccia al ceco, che gli lascia pure il tiro. L'uno a zero sembra solo l'incipit di una partita scontata. Anche perché quella del montenegrino è una statistica chirugica: terzo gol in tre partite di fila ai rossoneri. Ma questa è una giornata strana. Figurarsi che l'Inter, pareggiando a Cagliari, mette persino in palio due punti dei suoi per le inseguitrici. Ma insegue davvero solo la Juve. Il Milan se li fa scappare. Con qualche imbarazzo per la folla di protagonisti. Per dire, alla prima punizione si mettono sul pallone Pirlo, Beckham e Ronaldinho. Tre a caso. I nomi non sono garanzia di nulla, però.

Anche dopo il gol lo spettacolo resta un'intenzione. Ma bisogna pazientare, il buio non durerà a lungo. Il Milan fa una gran fatica a entrare in palleggio nella difesa bassissima della Roma. E la squadra di Spalletti non si spreca a far pressione. Anzi Vucinic si ritrova almeno in un paio di occasioni in contropiede. La vena è quella giusta, l'egoismo un peccato. Tira, e tira fuori. Non c'è scaletta in una partita così. Si va 1-0 negli spogliatoi, e tutti si aspettano, al ritorno, Ambrosini o Flamini. Macchè, rientrano tutte le sei stelle. La più giovane è pure la più bella. Tre minuti, cross basso di Kakà e lì c'è Pato: 1-1. Insospettabile - tra tante celebrità - miglior marcatore del Milan nel 2008 (17 gol). La missione, parole sue, è migliorarsi. E allora ecco la supernova: vola a sinistra, sgomma davanti a Mexes (obiettivo di mercato del Milan) e scavalca Doni in pallonetto. Due a uno. Troppo presto per chiuderla qui. Ci crede il Milan? Segna la Roma. Al 26' Baptista prova a sfondare in area, tira Brighi, il rimpallo finisce a Vucinic che di testa in tuffo la spinge nell'angolino. Due a due.

Ancelotti rinsavisce un po': dentro Ambrosini, fuori Ronaldinho. Si gioca come a basket: una attacca e l'altra difende e poi viceversa. Doni salva su Kakà al 35', in mezzo ad una pioggia di tiri da fuori. Bellissimo quello di Aquilani all'87'. Prima che esca Beckham... La candid camera è ormai svelata, si aspetta solo il finale. Per un effetto a sorpresa che non arriva. Il 2-2, a dispetto di tanti fuochi d'artificio, è il timbro alla realtà. L'Inter resta 9 punti sopra il Milan, la Roma tanto più in basso. Non è uno scherzo, il campionato non sembra piu' roba loro.