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18 febbraio 2009

Caro arbitro Rosetti, cambi mestiere per favore

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INTER-MILAN. Adriano porta in vantaggio i nerazzurri al 29'. Difficile considerare regolare il gol del brasiliano...

MICHELE FUSCO, columnist di Metro Italia su cui compare oggi in contemporanea questo commento, se la prende con: il direttore di gara del derby, Adriano, il Giudice Sportivo e, naturalmente, la mente umana che avalla ogni stravolgimento di regole...

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Alla fine va così: per il gol di braccio nel derby, Adriano assolto, Rosetti colpevole. Dice la motivazione della sentenza del Giudice Sportivo: "La certezza arbitrale circa la involontarietà del gesto può non essere condivisa...". In gergo tecnico: cambia mestiere. E qui parliamo dell’internazionale Rosetti, il nostro fiore all’occhiello, il più spendibile della fattoria Collina.

Ottimo lavoro, giudice Tosel. Per la prima volta nella storia del calcio un direttore di gara ha convalidato - consapevolmente – la rete di un attaccante il cui strumento di penetrazione non è stato un piede, la testa, un ginocchio, uno stinco, una chiappa, un seno, un occhio, i capelli ricci, il pene, i testicoli, una coscia, un fianco, tutte parti ampiamente “lecite”, ma il braccio, quello che il regolamento considera il diavolo! (appunto).

Spiace deludere ancora una volta i tifosi della moviola in campo, ma come si è capito perfettamente da questo episodio anche di fronte a un monitor a bordo campo Rosetti quel gol lo avrebbe convalidato. Scandalo! Ma forse è giusto che sia così, che non si arrivi mai alla sopraffazione del mezzo meccanico, anche sofisticato, sulla povera mente umana.
(Michele Fusco)