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01 aprile 2009

Mou: “Io antipatico? Nemmeno Gesù piaceva a tutti”

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Mourinho ospite di Piero Chiambretti a "Chiambretti Night"

Ospite nella trasmissione di Piero Chiambretti, il tecnico dell’Inter ha parlato di sé, della sua famiglia e del futuro: “L'anno prossimo resto in Italia, ma in futuro voglio vincere in Spagna”. Poi ammette: “Su Quaresma ho sbagliato io”

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L'Inter l'anno prossimo avrà ancora i suoi "pilastri" fondamentali, Mourinho e Ibrahimovic, ma questa volta per vincere la Champions Moratti dovrà fare  qualche sforzo in più: bisognerà intervenire sul mercato, "ma il presidente non deve comprare uno come Buffon perché l'Inter  non ne ha bisogno. Essien e Drogba? Grandi giocatori, ma la società non ha i soldi per prenderli". E' un Josè Mourinho davvero Speciale quello andato in onda davanti alle telecamere di Mediaset. Il tecnico non  smentisce la sua fama di duro ("ma non sono antipatico") e i suoi rapporti conflittuali con i media ("non leggo i giornali e non vedo la tv"). Motivo in più per considerare questa sua apparizione alla trasmissione 'Chiambretti Night' di Italia 1  una sorta di strappo alle regola. "Solo per numeri uno" recita il sottotitolo della trasmissione: "L'abbiamo scelto in onore  di Mourinho" ha rivelato lo showman

Il tecnico portoghese ha parlato si sè, del suo passato  raccontando del padre allenatore e dei suoi insegnamenti. Sul  futuro per prima cosa ha rassicurato i suoi tifosi: "per me questo è il primo anno in Italia, i contratti si stracciano ma  io io voglio continuare. Da quando sono arrivato qui nessuno è più interista di me". Quindi nessuna intenzione di lasciare a fine campionato. Quanto a Ibrahimovic, garantisce lui: "Secondo  me rimane. Moggi dice che Ibra non vincerà mai il Pallone d'oro? Lui conosce Ibra e molto ma molto bene il calcio italiano...".

Doveva essere una "operazione simpatia", almeno nelle  ntenzioni di Piero Chiambretti e poco importa che la cosa sia  riuscita solo in parte. Pochi i sorrisi che Chiambretti è riuscito a strappare al suo ospite. E anche quando la soubrette  della trasmissione Damah Mattheus le si è avvicinata  ballandogli attorno ha voltato lo sguardo dall'altra parte. Parlando di calcio Mourinho ha dato lo scudetto quasi per  contato ("Maicon tornerà all'ultima giornata per  festeggiare") e ha fatto i complimenti alla Juve che tiene ancora vivo il campionato. "Io mago dell'Inter? No, lo sono  stato di più al Porto e al Chelsea. Non è vero che sono  antipatico, e nemmeno che sono sempre incazzato. Neppure Gesù piaceva a tutti... Ma in panchina non sono uno che scherza".

Stuzzicato da Chiambretti, Mourinho si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe e a chi gli ricordava che Ancelotti ha  vinto più Champions di lui ha risposto: "Tanti hanno vinto la  coppa più di una volta, ma c'eèanche un solo club che vinceva  una finale 3-0 e l'ha persa. Ferguson ha vinto due coppe ma lui  ha 68 anni, tra 23 anni vediamo quante ne avrò vinte io. Mancini? Lui ha dopo Liverpool e l'eliminazione dalla Champions  ha annunciato l'addio, io dopo Manchester ho chiesto una  riunione per vedere cosa serviva per vincere. C'è una piccola  differenza...".

Ma ha anche confessato che lo sfogo di Bergamo, allora  smentito, in realtà c'è stato: "Perchè non dire qualche  bugia ogni tanto...". Tre giorni dopo in Coppa Italia i nerazzurri batterono la Roma in Coppa Italia. "La prostituzione  intellettuale? Che differenza c'è tra il pugno di Adriano e  quelli di Del Piero con la Roma e Inzaghi con il Cagliari? Noi  abbiamo Inter Channel con i suoi 45 mila abbonati, la Juve ha Tuttosport e il Milan tre tv e i giornali. Mi sento un po' Robin Hood". Mourinho ha poi bacchettato Adriano dopo l'ultima bravata: "Ha sbagliato per influenze brasiliane negative, ora da solo deve arrivare a una conclusione sulla sua carriera. Deve pensare alla sua immagine ed essere un esempio per i bambini". Un errore però l'ha ammesso: "Su Quaresma ho sbagliato io. Il calcio italiano non ha bisogno di me, ha grandi allenatori, se io posso dare un piccolo contributo lo sarò volentieri".