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19 maggio 2009

Mourinho: "La mia Inter inferiore a Barça, Chelsea e Man U"

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Mou allontana la possibilità di lasciare già l'Inter. Anche perché la squadra, per lui, non è ancora tra le migliori d'Europa

In un'intervista, lo Special One fresco di scudetto ribadisce che resterà all'Inter, anche se cova il desiderio di andare a vincere in Spagna. E riconosce che i nerazzurri non sono ancora all'altezza dei migliori club d'Europa: "Io non vendo sogni"

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IL PAGELLONE DI FABIO CARESSA

"C'è chi pensa che io voglia andar via dall'Inter, ma non è la verità. E' vero che voglio fare il grande slam dei tre campionati, ho vinto in Inghilterra e in Italia, mi piacerebbe farlo anche in Spagna. E' un obiettivo della mia carriera, ma ho tanti anni per riuscirci".

Così José Mourinho, intervistato nel suo Portogallo dal quotidiano "A Bola" e dalla tv "Antena 1". Lo Special One, dunque, ribadisce che resterà all'Inter, ma anche che i nerazzurri non sono ancora all'altezza dei migliori club d'Europa. "Siamo inferiori a Barcellona, Chelsea e Manchester United - spiega -. Sono convinto che se fossimo arrivati alle semifinali di Champions League o addirittura in finale, non avremmo vinto lo scudetto. Io non vendo sogni e ad inizio stagione avevo detto che non avevamo il potenziale per lottare per la massima competizione continentale. L'Inter, così come il Milan, la Juventus, il Bayern Monaco, il Porto ed
altri club, fa parte di quella schiera di squadre che deve migliorare per raggiungere il livello dei club più forti".

Mourinho ha anche detto che "vincere in Italia è molto più difficile che in Inghilterra. Le squadre sono tutte attrezzate, mentre in Premier alcune partite le vinci facilmente, in Italia non succede". Mourinho ha anche parlato di Ricardo Quaresma, giocatore che ha fortmente voluto all'Inter per poi lasciarlo andare in prestito al Chelsea. "La cosa più probabile è che torni con noi e sicuramente dovrà presentarsi con un'altra mentalità per fare quello che non ha fatto nei suoi primi mesi in nerazzurro".

Infine, Mourinho ha elogiato il ct del Portogallo, Carlos Queiroz, e ha chiesto pazienza ai suoi connazionali. "E' la persona giusta per guidare la nazionale e anche se non dovessimo qualificarci per i Mondiali del 2010 non sarebbe la fine del mondo, dobbiamo dare il tempo al tecnico di costruire la squadra per il futuro".