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27 ottobre 2009

Influenza A, no del ministero: il calcio non ha la priorità

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Il presidente dell'Associazione dei Medici italiani del Calcio ha scritto una lettera al vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio. Che risponde: altre categorie sono più a rischio. LA GALLERY

"Come presidente dell'Associazione dei Medici italiani del Calcio ho scritto una lettera al vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, facendo presente quali sono i pericoli di una contagiosità grossa in uno spogliatoio e chiedendo un incontro". Così Enrico Castellacci, presidente Lamica (Libera Associazione Medici Italiani Calcio) e medico della nazionale italiana, sui rischi di una possibile diffusione del virus H1N1 nel mondo del calcio, visti i recenti casi in Premier League e in Ligue 1.

L'intervento del ministero - Pronta arriva la risposta del ministero. I calciatori non rientrano nelle categorie essenziali che hanno la priorità nella vaccinazione contro l'influenza A/H1N1: così il viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, ha risposto alla lettera del presidente dell'Associazione italiana medici sportivi, Enrico Castellacci. "Le categorie essenziali che hanno la priorità nella vaccinazione sono state identificate sulla base della legge 146  del 1990", ha detto Fazio, che oggi a Roma è intervenuto nel convegno sulla pandemia organizzato da Federsanità Anci. Rispondendo a una domanda sull'eventualità di vaccinare i Parlamentari, Fazio ha poi rilevato che "finora sono arrivate molte richieste anche dal sistema produttivo" e che, anche nel caso dei Parlamentari, "se arriveranno richieste formali, le esamineremo".

La legge che definisce i servizi pubblici essenziali, ha osservato il viceministro, è stata "il riferimento per definire le categorie che hanno la priorità nella vaccinazione.  "Vaccinare il personale dei servizi essenziali è essenziale per non bloccare il Paese", ha rilevato. Quindi saranno vaccinate le categorie a rischio (ossia le persone che soffrono di malattie croniche gravi come quelle cardiovascolari e il diabete), le donne in gravidanza e i bambini "per tutelare la  loro salute". Dopo aver vaccinato tutte queste categorie, ha proseguito, "si prevede di vaccinare le persone fino all'età di 27 anni allo scopo di eradicare la pandemia".

Le richieste di Castellacci - "Abbiamo fatto presente al vice ministro quali sono le esigenze del mondo calcistico dal punto di vista medico, chiedendo - aveva affermato Castellacci - che il Ministero metta a disposizione delle società di calcio, come per scuole e ospedali, il vaccino che poi l'atleta può decidere di prendere o meno. Credo che questa disponibilità ci debba essere. Questa influenza non è pericolosa, ma altamente contagiosa, quindi se il virus entra nello spogliatoio - spiega il medico degli azzurri - è facile che vengano contagiati più giocatori. I medici delle società di calcio si sono rivolte a me per sapere come acquistare il vaccino, che non è possibile comprare senza mandato del Ministero della Salute. Attendiamo una risposta", conclude Castellacci.

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