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27 ottobre 2009

Napoli-Milan, sfida all'ultimo respiro per cuori forti

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Mazzarri in panchina sogna il terzo colpaccio consecutivo, ma il Milan è un osso molto duro

Mercoledì al San Paolo c'è il Milan. Che sembra averci preso gusto a battere l'avversario dopo il 90'. Il Milan a tre punte più Seedorf. Ma il Napoli ha Maggio e Hamsik, la poesia delle vittorie in extremis, come con la Fiorentina. GUARDA GLI HIGHLIGHTS

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Tre vittorie in rimonta fanno una prova. Il Milan di Leonardo è nato. E' nato sotto la sua filosofia, nel segno dell'ottimismo, del pensiero positivo. E' nato il gruppo, la convinzione nei propri mezzi, la capacità di metabolizzare la partenza di Kakà. E' nato il nuovo Milan. Quando lo sentivi parlare - ad inizio stagione - Leonardo sembrava più un filosofo che un allenatore. Parlava di spirito, di impostazione. Parlava del Brasile di Telé Santana. Quasi mai di moduli o di numeri, come piace a noi italiani. Molto più spesso di uomini.

Nel periodo più brutto, subito dopo il pari a Bergamo, è stato Nesta a nome della squadra a dichiarare al mondo che la squadra si sentiva poco equilibrata, che ci sarebbe stato bisogno di cambiare qualcosa. Così con la Roma ecco il 4-4-2. Sotto dopo il primo tempo, si infortuna anche Abate. E così quasi per forza, il Milan torna al 4-3-3 di Leonardo. Tre punte più Seedorf perché bisogna recuperare. Così è nato il Milan di Leonardo: quasi per caso, per un infortunio e un gol preso di troppo. Ma è il Milan che Leonardo ha sempre inseguito. Anche quando nessuno ci credeva. Perché lui la faccia ce l'ha sempre messa, anche quando non aveva voce.

Il Napoli come una poesia. L'autore è Mazzarri, l'editore De Laurentiis, il soggetto è Christian Maggio. E' successo a Firenze, come contro il Bologna, quando il gol dei tre punti era suo... "Era de Maggio", come i versi di Salvatore Di Giacomo. Poeta partenopeo che ha reso immortale, grazie a una finestra, anche un piccolo borgo di Napoli: Marechiaro. Che poi è il soprannome dell'altro artefice della vittoria contro la Fiorentina.

Al Franchi, Hamsik, ha salvato il risultato. Mare come Marek, chiaro, come il suo talento puro. Perché anche lui, Mare-chiaro Hamsik, alla terza stagione con la maglia azzurra è uno dei punti fermi del progetto De Laurentiis… Cinque reti in nove gare. Poi il gol salvato contro la Fiorentina. E fanno praticamente sei. Nel frattempo ha lasciato il testimone a Cristian Maggio, che finora ha sempre segnato a tempo scaduto.

A proposito di vittorie all'ultimo respiro, al San Paolo arriverà il Milan. Che sembra averci preso gusto a battere l'avversario dopo il novantesimo. Ma a Napoli confidano nei numeri. L'ultima volta che gli azzurri hanno conquistato tre punti contro i rossoneri il numero undici non c'era, giocava nella Sampdoria di Mazzarri. Ma attenzione a quel tre a uno di due anni fa. Era la penultima di campionato. Il giorno era proprio l'undici, come la sua maglia. E il mese, ovviamente… "Era de Maggio".

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