Pellissier: "Per me il Chievo è una grande squadra"

Calcio
Il capitano del Chievo Sergio Pellissier
SERIE A CHIEVO VERONA VS ATALANTA

Il capitano gialloblu protagonista con una doppietta a Napoli giura amore ai colori gialloblu. "Questa è la mia dimensione, e per me il Chievo è una grande squadra per quel che mi ha saputo dare. Non ho rimpianti, questa società me la sento addosso".

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Sereno, tranquillo, ovviamente soddisfatto. Questo è il Chievo il giorno dopo la trasferta corsara a Napoli. La seduta di allenamento di oggi scivola via senza tanti clamori nel centro sportivo di Peschiera del Garda, dove la squadra ha già messo in archivio la partita di ieri sera e si prepara alla gara con la Lazio.

Riflettori accesi sul simbolo di questo Chievo, Sergio Pellissier, il capitano di lungo corso, il giocatore che, meglio d'altri, rappresenta lo spirito e la filosofia della società scaligera. Lui, valdostano con spirito montanaro, si allena come altro giorno. Nessun proclama ma tanta voglia, questo sì, di vivere con la consueta serenità, con la giusta misura, la doppietta realizzata a Napoli. Un pezzo di bravura eccelsa nel primo gol, tanto opportunismo da navigato bomber nella seconda segnatura.

"Personalmente ritengo tutti i gol belli - afferma Pellissier - quindi non faccio particolari classifiche, però quelli di ieri sera me li sono proprio goduti". Qualche vendetta personale, qualche sassolino dalla scarpa da togliersi? Niente di tutto questo. "La verità? Segnare al San Paolo - dice - è un'emozione incredibile. C'era un pubblico straordinario, tantissima gente e davanti a tanti spettatori fare gol ti regala qualcosa in più, non lo posso negare. Del resto chi gioca a calcio vuole arrivare a questi livelli".

L'imbarazzo e' quello di chi vive in provincia, di chi, magari, è abituato ad un'altra realtà, molto diversa da quella di una metropoli. "Qui al Chievo mi sento a casa, questa è la mia dimensione - prosegue Pellissier - Una grande squadra? Tutti la sognano, ma penso che anche il Chievo sia da considerare una grande, per quello che in questi anni questa società mi ha saputo dare. Non ho rimpianti, non posso averne. Il Chievo me lo sento addosso e, credetemi, è una grande soddisfazione".

Un Chievo capace di vincere a Marassi prima e al San Paolo poi. Una squadra dalla spiccata vocazione da viaggio. "Credo sia un motivo tattico. In trasferta hai più spazi, gli avversari ti concedono qualcosa. In casa facciamo tutti fatica, noi compresi. Vediamo di riprenderci il Bentegodi, magari volando più in alto dell'aquila della Lazio".