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29 settembre 2010

Zarate ritrova sorrisi e sogni: "Voglio l'Argentina"

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L'attaccante biancoazzurro Mauro Zarate

Il centravanti della Lazio sembra essere uscito dal momento buio che aveva caratterizzato le ultime settimane. La rete al Chievo gli ha ridato la felicità, e ora l'obiettivo è uno solo: "sono argentino e sogno di giocare con l'Argentina"

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Il gol gli ha restituito il sorriso. È sempre innamorato del pallone, ma se gioca come col  Chievo i compagni possono chiudere un occhio. La crisi sembra finita per Mauro Zarate: l'attaccante ha fatto centro contro il Chievo facendo volare la Lazio al primo posto in classifica a braccetto con l'Inter. Ora sogna una stagione da protagonista in biancoceleste e una chiamata in nazionale. Quale? "L'Italia ha tanti buoni attaccanti. Io sono argentino e il mio desiderio è quello di giocare con l'Argentina", risponde Zarate kid in una conferenza stampa a Formello.

La crisi è davvero finita? "Non lo so, dobbiamo aspettare. Sicuramente sono felicissimo per il gol, mi mancava da tanto tempo ed è servito a regalare tre punti alla squadra, a Verona non è facile", dice tornando sul gol di domenica scorsa.

La sua avventura in Italia finora è stata caratterizzata da alti e bassi: "Il primo anno è stato buono, mentre il secondo è andato male. Per il terzo dobbiamo aspettare e vedere. Non sono i miei compagni che devono aiutare me, sono io che devo mettermi al servizio della squadra. Tutti noi dobbiamo giocare per la squadra", sottolinea.

Al suo arrivo in Italia fu una sorpresa in positivo: "Non penso di aver cambiato il modo di giocare. Mi dicevano che non passavo il pallone quando sono arrivato e me lo dicono anche adesso...", ammette sorridente Zarate.

"Il secondo anno facevo le stesse giocate del primo, ma non mi riusciva nulla. Ma io sono la stessa persona di sempre, è solo una questione di fiducia. Nella prima stagione con la Lazio mi riusciva tutto, saltavo chiunque. Adesso mi sento bene, ho svolto un grande  ritiro e sono pronto. Non sento la pressione di nessuno, non ho di  questi problemi. Il mio futuro? Non ho mai preso in considerazione altre offerte. Poi dopo lo scorso anno è difficile che io possa  partire e che la Lazio mi possa vendere. Dovrebbe arrivare un'offerta irrinunciabile".

Nel 2008 parlò di una Lazio da scudetto. Oggi, nonostante il primo posto in classifica, è più cauto, come tutti, in casa biancoceleste: "Non abbiamo obiettivi, dobbiamo giocare partita dopo partita. Ora abbiamo il Brescia in casa, dobbiamo giocarcela e far bene: Servono tre punti e in casa non dobbiamo perdere".