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29 dicembre 2010

Il sogno di De Laurentiis: "Un Napoli in stile Barça"

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Il presidente azzurro in una lunga intervista a Sky guarda al futuro con ottimismo: "Scudetto? Punto a migliorare la squadra, poi si vedrà. Ho proposto altri 2 anni di contratto a Mazzarri. Cavani? Ho avuto la fortuna di trovarlo a 23 anni". IL VIDEO

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Un Napoli stile Barcellona. E' quello che spera e sogna di realizzare il presidente napoletano Aurelio De Laurentiis, che in un'intervista a Sky fa un bilancio a 360 gradi, lodando Mazzarri e Cavani, puntando il dito contro quest'idea di stadi con 70-80 mila spettatori, proponendo invece un campionato europeo con 40 squadre, le migliori 8 dei 5 principali Paesi europei. "Credo che nel Napoli funzioni la formula di una società che è vicina ai calciatori e al proprio allenatore. Con Mazzarri avevo un contratto di due anni, ma mi sono trovato talmente bene dopo alcuni mesi di lavoro con lui che, pur avendo ancora un altro anno di contratto, gli ho proposto di prolungarlo per altri due per farne diventare in tutto quattro, in modo tale da poter creare insieme qualcosa di importante. Ho sempre detto che il mio secondo quinquennio sarà quello della creazione del vero Napoli, un Napoli in stile Barcellona dove si parte da talenti molto giovani. Quando mi domandano se punto allo Scudetto o alla Champions rispondo sempre che punto soltanto a migliorare la squadra, poi si vedrà. Dove si arriverà, si arriverà. Nel calcio si vuole tutto e subito. Io, invece, voglio costruire qualcosa di duraturo. Credo che non si debba pretendere da questo Napoli che vinca tutto e subito, anche perché non mi va di sfasciare il giocattolo" ha detto De Laurentiis che tesse le lodi del suo tecnico spiegando perché lo considera l'allenatore giusto.

"Nel mio primo anno In Serie A, pregai Pierpaolo Marino di contattarlo. Poi ci fu un missunderstanding, mi arrivò una richiesta che poi nel tempo ho verificato non essere veritiera. Io l'ho giudicata esagerata e ho pensato per un attimo che quell'allenatore volesse venire da noi solo per soldi, cosa che non era vera o forse in quel momento era affezionato alla Sampdoria e non si sarebbe mosso. Non sono andato a fondo in questa storia. Sta di fatto che io sono rimasto con Edoardo Reja. Con Donadoni, purtroppo, non è andata come sarebbe dovuta andare e il resto è storia".

Il presidente azzurro parla di Cavani come uno degli acquisti più fortunati e indovinati della sua gestione. El Matador fin qui è stato fondamentale per il cammino del Napoli con gol pesantissimi. "Ho avuto la fortuna di trovare Cavani a 23 anni. Di solito si aveva in passato l'abitudine a prendere giocatori già formati, di 25-26 anni che potessero dare il massimo. Oggi la tendenza è quella di prendere giocatori di 18-19-20 anni. Bisogna stare attenti, perché questa tendenza sta abituando a definire subito un giocatore un campionissimo, ma perché uno sia un campione bisogna testarne non soltanto le qualità fisiche e di gioco, ma anche il suo carattere, la sua cultura, la compatibilità con il tipo di location, di allenatore e con gli altri componenti della squadra".

Capitolo stadi, nuovi stadi, De Laurentiis ha idee molto innovative e che guardano al futuro. "Bisogna convivere con l'idea di creare uno stadio molto spettacolarizzato dove si vive l'evento in un altro modo, stadi che abbiano pochi posti e comodi. Gli stadi da 70-80 mila persone hanno fatto il loro tempo. Non dobbiamo sempre pensare solo al calcio italiano, dobbiamo ragionare in termini mondiali. Noi dobbiamo giocare un campionato italiano ma anche un campionato internazionale. Che senso ha fare l'Europa League e la Champions League?", si chiede il presidente napoletano che parla del suo incontro con Platini. "E' una persona adorabile, molto civile, è una persona per bene però ha chiaramente una sua visione che è una visione del passato perché lui è stato un grandissimo calciatore della Juventus, ma sono passati tanti anni! Noi da un lato vogliamo fare squadre con giocatori di 18-19 anni ma poi continuiamo a ragionare come si faceva negli anni 50-60. Il calcio oggi è una vera industria".

Infine, De Laurentiis spiega la sua idea di calcio internazionale con un campionato tra le prime otto squadre delle principali nazioni europee. "Cancellerei cinque nazioni (Italia, Spagna, Francia, Germania, Inghilterra) dalla Champions League e dall'Europa League e le farei partecipare a una nuova competizione con le prime otto dei rispettivi campionati nazionali. Avremmo 5 nazioni con 40 squadre e verrebbe una competizione straordinaria, dove ci sarebbe una maggiore logica per il fair play, per gli stipendi che io trovo sempre illogici e altissimi. Se noi ci accontentiamo delle briciole, se prestiamo i nostri giocatori per le Nazionali e qualcuno si fa male, se io presto Cavani, lui si rompe e non può giocare per otto mesi, io dovrei avere 50 milioni di indennizzo, perché c'è il danno emergente e il lucro cessante. Anche i calendari, ce li dobbiamo amministrare noi. Non vorrei che il campionato in Italia cominciasse prima del primo ottobre. Si parla di stadi
vuoti. A fine agosto, quando la gente è ancora al mare, chi va allo stadio?", si chiede De Laurentiis che si aspetta grandi cose in vista dei match del 6 e 9 gennaio contro Inter e Juve. "Confido in loro, abbiamo sempre fatto bene sia con la Juventus che con l'Inter e spero di continuare a fare anche in queste due partite una bellissima figura".

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