Calcioscommesse, Mauri disposto a farsi sentire in Svizzera

Calcio

La madre del capitano della Lazio è stata convocata di magistrati svizzeri e ha scelto di non rispondere alle domande del pm che indaga su un ipotesi di riciclaggio legato a un conto nella disponibilità dello stesso Mauri e intestato ai suoi genitori

di Giorgia De Benetti

Arriva dal paese delle grandi banche il sospetto sul mondo del calcio: Stefano Mauri è indagato per riciclaggio in Svizzera, lo dicono fonti investigative, precisamente dalla procura di Berna nell'ambito di un'indagine su riciclaggio e scommesse. Il movimento dubbio sarebbe di 350.000 euro, transitati da un conto corrente intestato ai genitori del calciatore della Lazio. Lui è rimasto a Londra dopo la partita di coppa, ufficialmente per fisioterapia. Non si è presentato davanti al gip Salvini a Cremona a cui è stata chiesta la rogatoria internazionale.

Per ragioni di riservatezza in una caserma della Guardia di Finanza il gip, il pm Di Martino e Elena Catenazzi, il magistrato svizzero, hanno incontrato la madre di Mauri. La signora si è astenuta dal testimoniare, i legali del calciatore che invece si sono riuniti a Milano per un summit hanno manifestato la disponibilità del capitano della Lazio a farsi ascoltare, ma in Svizzera dove in questo caso l'attenzione sarebbe concentrata principalmente su fondi neri. I movimenti bancari dubbi infatti non coinciderebbero con i flussi delle scommesse illecite. Ecco perché il magistrato elvetico avrebbe l'intenzione di chiedere gli atti al pm milanese Carlo Nocerino titolare di un'altra inchiesta sul riciclaggio. Questa volta è Luciano Zauri ad essere indagato: secondo l'accusa avrebbe incassato un milione di euro in nero su conti svizzeri nell'ambito del trasferimento dalla Sampdoria alla Lazio. Un incrocio che ha fortemente insospettito i magistrati.

Dopo un anno e mezzo dall'arresto è riapparso a Cremona Marco Paoloni l'ex portiere della Cremonese da cui tutto nacque, il ragazzone ludopatico accusato di aver avvelenato i compagni. Gli hanno domandato della sua conoscenza del mondo svizzero delle scommesse, lui ha risposto raccontando la sua esperienza. Gli sono stati chiesti chiarimenti sull'intervista rilasciata alla tv elvetica in cui parlava di calciatori scommettitori. Per lui era diventata un patologia da cui dice d'essere uscito. Curandosi. Non finisce qui, la rogatoria continua nelle prossime ore con i grandi pentiti: Carobbio e Gervasoni, e poi Gritti, l'esportatore del modello secondo l'accusa, fu lui a raccontare in lacrime al gip Salvini di aver presentato gli slavi ai due diventati poi fondamentali anelli di una catena senza fine.