La versione di Pino: "Ma dai tifosi non sono venute minacce"

Calcio
La curva della Nocerina prima della partita di Salerno
nocerina

INTERVISTA ESCLUSIVA. Il consigliere comunale (dimissionario) con delega allo Sport di Nocera, Pino Alfano, dice la sua. Secondo indiscrezioni sarebbe uno dei destinatari del Daspo: "Ma io sono l'istituzione, vi pare che avrei permesso violenze?"

Ha rimesso la delega allo sport il consigliere comunale del Comune di Nocera Inferiore Pino Alfano, ultrà della Nocerina. Lo ha detto all'Ansa il sindaco Manlio Torquato, che ha accolto le dimissioni, pur esprimendo apprezzamento ad Alfano. "E' una persona perbene, che ha ricoperto anche l' incarico di assessore allo sport con passate amministrazioni".

di Luigi Caputo

Era a tavola quando gli è arrivata la notizia della sua identificazione. Pino Alfano, consigliere comunale di Nocera Inferiore con delega allo Sport, secondo quanto riporta l'Ansa sarebbe nell'elenco degli ultras sanzionati con il Daspo. "Ero davanti al ritiro della Nocerina, ma io appartengo alle istituzioni vi pare che mi macchiassi di atti violenti?", urla al telefono senza prendere fiato. "Al momento però non mi è stato notificato niente", aggiunge con più calma.

Pino Alfano ha guidato il suo gruppo ultras "Estranei alla massa", essendo uno dei fondatori, davanti alla sede del ritiro della Nocerina domenica mattina: "Siamo andati lì per portare la nostra protesta, ma dalle nostre bocche non è uscita nessuna minaccia di morte. Non ci saremmo mai sognati di fare una cosa del genere alla squadra e non lo avrei mai permesso in qualunque caso. Ho 41 anni, una figlia e sono un'istituzione. Vi sembra possibile nella mia posizione?". I video in possesso alla Digos, invece, testimonierebbero le minacce. Il consigliere smentisce: "Abbiamo chiesto di parlare con la squadra per esporre le nostre ragioni, come abbiamo sempre fatto. Poi abbiamo cantato i cori 'La Nocerina siamo noi' e 'La nostra unica fede si chiama Nocerina'. E' normale che ci possa essere stato qualche deficiente che ha esagerato, ma è da escludere la massa".

Qual era allora l'obiettivo della "visita" al ritiro? "Volevamo chiedere alla squadra di inscenare una forma di protesta eclatante, ma non abbiamo mai chiesto di non giocare la partita. La sceneggiata l'hanno decisa in autonomia, non ne sappiamo niente". In campo però i calciatori hanno indossato una maglietta con la scritta "Rispetto per Nocera". Secondo Alfano anche questa sarebbe stata un'iniziativa presa in autonomia dalla squadra. "Non so chi gliel'abbia date, il mio gruppo di certo non l'ha fatto". Quella scritta però era identica allo striscione apparso sul cielo sopra l'Arechi: "E' vero abbiamo affittato noi l'aereo e solo quella è stata la nostra forma di protesta". Le cronache parlano di giocatori in lacrime negli spogliatoi, di una situazione di tensione ai limiti dell'assurdo: "Se è vero - sottolinea il consigliere - anche io non capisco perché si siano sentiti così"

Intanto dalle istituzioni arrivano gli attacchi agli ultras di Nocera. Alfano però introduce un altro elemento di riflessione: "Tutti conoscono la nostra rivalità con i tifosi di Salerno. Però vorrei far notare che se davvero avessimo voluto indossare i panni dei criminali saremmo andati lo stesso all'Arechi, nonostante il divieto di trasferta. E solo per fare danni. Invece non è andata così perché nessuno di noi voleva andare contro le istituzioni".