Juve, scatta il dopo-Conte: Allegri, Mancini o Spalletti?

Calcio
Allegri, Mancini, Spalletti: il futuro della Juventus potrebbe legarsi ad uno dei tre allenatori
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Dopo le dimissioni a sorpresa, la Juventus dovrà scegliere in fretta l'allenatore per la prossima stagione. Sul mercato tre grandi nomi, gli stessi che erano stati fatti per la panchina della Nazionale. E se Conte diventasse proprio il ct dell'Italia?

Allegri, Mancini, Spalletti. I nomi che da qualche settimana girano nel vortice dei possibili sostituti di Cesare Prandelli come ct della nazionale azzurra ora salgono sulla giostra bianconera. Le dimissioni di Antonio Conte aprono ufficialmente il toto-allenatore della Juve. E, in parallelo, schizzano le quotazioni di Conte come prossimo ct dell'Italia. Destini incrociati, insomma. Marotta dovrà lavorare in tempi strettissimi per dare alla Juve un nuovo allenatore, dato che il ritiro bianconero è iniziato da due giorni. Di sicuro, nessuno dei tre allenatori ha mai giocato con la difesa a tre. La rivoluzione Juve, insomma, è iniziata.

MASSIMILIANO ALLEGRI
Il vero grande rivale di Antonio Conte, soprattutto nelle stagioni 2011/2012 e 2012/2013. Dopo l'esonero patito lo scorso gennaio in rossonero, Allegri era il favorito numero uno per sedersi sulla panchina della nazionale. Allegri è, soprattutto, l'allenatore che ha avvallato la scelta del Milan di non rinnovare il contratto ad Andrea Pirlo: i due si ritroverebbero in bianconero e ricucire il rapporto potrebbe non essere semplice. Le stagioni in rossonero, durante le quali spesso Allegri ha dovuto fronteggiare critiche da parte della sua stessa società, lo hanno forgiato a resistere alle situazioni più scottanti. Resta però quella frecciata, nel febbraio 2012, a Marotta e a tutto l'ambiente bianconero, quando infuriavano le polemiche per una squalifica a Ibrahimovic: "Io e il Milan abbiamo uno stile diverso rispetto alla Juve".
Come giocherebbe. Risolvere la questione Pirlo sarebbe il punto di partenza. Impossibile vedere una Juve senza il numero 21. Allegri non ha praticamente mai schierato la difesa a tre. Nell'esperienza rossonera si è sempre affidato ad una punta di peso (in questo caso Llorente).

ROBERTO MANCINI
Dicono che da piccolo tifasse Juventus. Poi il passato da allenatore di Fiorentina e Inter non l'ha reso simpaticissimo ai tifosi bianconeri. Soprattutto perché Mancini è stato all'Inter negli anni di Calciopoli, dello scudetto dei veleni e delle delle dichiarazioni al vetriolo contro l'allora dirigenza della Juventus. Inoltre, nella breve parentesi al Galatasaray, ha inflitto alla Juve una delle delusioni europee più cocenti degli ultimi anni, con quel gol di Sneijder sotto la neve. Ma tutto l'ambiente bianconero sa che un ipotetico arrivo di Mancini coinciderebbe innanzitutto con l'arrivo di un grande allenatore, di respiro internazionale e amante del bel calcio. Mancini non avrebbe problemi a sedersi sulla panchina della Juve.
Come giocherebbe. Anche qui la difesa a 4 è un dogma. All'Inter aveva fatto del metodista davanti alla difesa il suo vangelo, giocando spesso con un 4-3-1-2. Oggi Pirlo agirebbe in quel ruolo con due mezz'ali pronte ad offendere (Pogba come Vieira ai tempi dell'Inter, più Marchisio). Il trequartista: mercato permettendo potrebbe essere addirittura Vidal: all'Inter, in quel ruolo, faceva giocare Stankovic.

LUCIANO SPALLETTI
Lo scenario meno probabile, dal momento che Spalletti è ancora legato con lo Zenit, nonostante l'esonero. La Juve, per averlo, dovrebbe svincolarlo pagando una clausola importante al club russo. Il profilo è comunque simile a quello degli altri due: altro allenatore italiano di grande spessore in cerca di una panchina. La ricerca del bel gioco, di meccanismi perfetti, forse a discapito di un cartattere non certo da sergente di ferro come Conte, sono le sue caratteristiche. Nella Roma seppe valorizzare Totti come centravanti, qui troverebbe in Tevez un giocatore che potrebbe esaltare alla stessa maniera.
Come giocherebbe. Con il 4-2-3-1, il modulo che si porta dietro dai tempi di Empoli. Un modulo che vedrebbe, anche in questo caso, l'addio alla difesa a tre. I due in mediana sarebbero Pirlo e Pogba (per fare un paragone, ricordate la coppia Pizarro-De Rossi ai tempi della Roma). Servirebbero però esterni d'attacco: il primo potrebbe essere Iturbe. Da capire poi la convivenza Tevez-Llorente. Marchisio potrebbe slittare nei tre dietro alla punta, come Perrotta in giallorosso.

(L.C.)