Inzaghi a senso unico: "Obbligati a vincere a Palermo"

Calcio
Milan a quota 38 punti in classifica: contro il Palermo Inzaghi chiede la seconda vittoria di fila per mantenere vivo il sogno europeo (Foto Getty)

L'allenatore del Milan non ha paura del match al Barbera, tappa fondamentale per entrare in Europa: "Sono certo faremo una grande partita". Sul proprio futuro: "A fine anno la società tirerà le somme. Vado avanti per la mia strada e basta"

Parla chiaro alla vigilia del match della 29.a giornata contro il Palermo, Filippo Inzaghi: per mantenere le proprie ambizioni il Milan è costretto a vincere le prossime gare. Primo esame al Barbera: "Sappiamo che sarà una partita difficile, perchè anche la Juventus ha fatto fatica in questo stadio, ma abbiamo il dovere di dare seguito alla partita fatta contro il Cagliari". "Veniamo da due partite giocate bene, anche a Firenze abbiamo giocato da Milan perdendo una partita che non meritavamo di perdere", spiega Inzaghi, "Ora abbiamo un altro bel banco di prova importante. Sono convinto che faremo una bella partita". Contro il Palermo la rosa sarà quasi al completo: "La differenza ora ce lo daranno i cambi che abbiamo in panchina. Con il recupero degli infortunati è già cambiato qualcosa nelle ultime partite".


Cessione Milan? Voci non turbano la squadra - Concentrato "solo sul campo", Inzaghi non si lascia distrarre delle voci di un Silvio Berlusconi pronto a vendere quote del Milan. "Non bisogna chiedere a me cosa succederà. Cosa devo rispondere? Io so di avere un grande presidente, che Galliani è un grande dirigente, che sta sveglio tutta la notte per capire cosa fare di buono per il Milan". Sia l'allenatore sia i giocatori sono "in una botte di ferro: nulla ci turba, pensiamo solo a vincere le partite".

No comment sul futuro - Inzaghi taglia corto nel momento in cui si il tema della conferenza diventa il suo futuro sulla panchina rossonera: "Non ho bisogno di rassicurazioni, so come è questo mondo. Vado avanti per la mia strada e basta". "Quando vado in giro vedo l'affetto che c'è nei miei confronti e spero di sdebitarmi. A fine campionato la società tirerà le somme e io andrò avanti a fare questo lavoro", ha aggiunto Inzaghi, "Accetto le critiche, ma bisognerebbe scrivere anche qualcosa di positivo che è stato fatto. Ad esempio nessuno ricorda che Menez ha segnato 15 gol, e che è il suo anno migliore. Anche da giocatore facevo sempre gol e ricevevo comunque citriche. Mi auguro solo che la squadra non sia troppo influenzata".