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Lokomotiv Mosca, Alexey Lomakin trovato morto: mistero sulla scomparsa del 18enne russo

Calcio
Fonte foto: Twitter @fclokomotiv

Il club russo ha confermato il decesso del centrocampista 18enne, scomparso lo scorso 30 novembre. La teoria più accreditata sulla sua morte è quella dell'ipotermia a causa dell'eccessivo freddo, ma le indagini sono tuttora in corso e non viene esclusa nessuna ipotesi

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Il calcio russo è in lutto. La Lokomotiv Mosca ha confermato, con un tweet sul proprio account ufficiale, la morte di Alexey Lomakin, 18enne talento della formazione moscovita. Un decesso avvolto dal mistero. Il giovane Alexey, infatti, era scomparso lo scorso 30 novembre. Secondo quanto riferito dalla madre, si era allontanato da casa per andare a svolgere alcuni esami obbligatori presso il centro medico del club e ci era rimasto tutta la notte, senza far più ritorno. Alle telefonate continue della signora Lomakin non ha risposto nessuno, fino a quando domenica 2 dicembre il cellulare non è ricomparso sulla rete e ha smesso di squillare invano. A rispondere ‘dall’altra parte del filo’ è stato un tassista che ha fornito qualche dettaglio in più sulla vicenda: il calciatore ha dimenticato il telefono e lo zaino nell’auto dell’uomo, che guidava in compagnia di un amico. Una disattenzione dovuta, probabilmente, all’eccessivo uso di alcool perché, come dichiarato da uno degli amici di Aleksey – sceso in campo tre volte in questa stagione con l’Under 23 della Lokomotiv -, aveva trascorso la serata ingerendo un’importante quantità di vodka, ricordando poco o nulla di ciò che era successo durante la notte.

Le possibili cause della morte

L’ipotesi più accreditata in merito alla morte del centrocampista classe 2000 è che sia deceduto per ipotermia, ovvero congelato in mezzo alla strada per la rigida temperatura sotto lo 0 che cala su Mosca dopo il tramonto. Secondo i media locali le indagini sono tuttora aperte e non si esclude nessuna teoria, neppure quella dell’omicidio. Un altro indizio che potrebbe avvicinare gli inquirenti alla verità l’ha fornito, poi, la stessa madre. Quest’ultima, infatti, ha spiegato che il figlio affrontava periodicamente disturbi della personalità a causa dell’uso del farmaco Tropicamide. In occasione della prossima giornata di campionato verrà osservato un minuto di silenzio per ricordare il giovane russo della Lokomotiv.