Uefa chiarisce: "Nessun rischio preliminare in caso di stop al campionato"

Calcio

Il presidente dell'Uefa ha ribadito il proprio punto di vista sulla ripresa dei campionati, smentendo però il passaggio obbligatorio dai turni preliminari per chi decidesse di non terminare la stagione: "In Europa vogliamo club che abbiano vinto i campionati e le coppe nazionali, qualificandosi sulla base dei risultati. E' l'essenza dello sport, non solo del calcio"

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Il mondo del calcio sta cercando in tutti i modi di ripartire all'interno di un quadro, però, ancora di difficile risoluzione. Se alcune nazioni hanno già trovato la soluzione, come la Germania che tra sabato e domenica riprenderà il proprio campionato o la Francia che al contrario ha già dichiarato concluso anticipatamente il proprio torneo, altre come l'Italia o l'Inghilterra stanno ancora valutando la possibilità di scendere in campo o meno nelle prossime settimane. A tal proposito l'Uefa ha voluto puntualizzare su alcune dichiarazioni del proprio presidente Aleksander Ceferin, emerse negli scorsi giorni, ai microfoni di BeinSports. Il massimo organo calcistico europeo ha smentito attraverso un comunicato ogni riferimento a un possibile accesso alle coppe europee tramite turni preliminari per chi decidesse di non terminare il campionato: "Per quanto riguarda il modo in cui sono state riportate alcune dichiarazioni in un'intervista a Bein Sports, la UEFA desidera chiarire che il presidente Ceferin ha affermato che i club delle leghe che sono state annullate in questa stagione dovrebbero essere ancora pronti a giocare i turni di qualificazione per la prossima stagione secondo la lista di accesso corrente. Non ha menzionato né accennato a nessuna modifica all'elenco di accesso alle competizioni UEFA per club".

"In Europa vogliamo squadre qualificate sulla base dei risultati"

Il presidente Aleksander Ceferin ha chiarito ulteriormente la propria visione sulla situazione attuale del calcio, in un'intervista concessa al "Corriere dello Sport": "Nessuno vuole il marchio di irresponsabile. Gli organizzatori delle competizioni nazionali si stanno dotando di protocolli di sicurezza molto seri e articolati che dovranno essere applicati con assoluto rigore. Il rischio zero non esiste a nessun livello e in nessun ambiente lavorativo. Ci stiamo tutti attrezzando per proteggerci. Ho molta stima dei calciatori della Serie A e dei dirigenti italiani e non credo ad alcun tentativo di boicottaggio. Assoluta priorità alla salute pubblica, ci mancherebbe, ma come tutti gli altri settori anche noi abbiamo il dovere di ripartire rispettando gli impegni che ci siamo assunti. Le competizioni nazionali e quelle europee sono fisiologicamente collegate e noi vogliamo in Europa club che abbiano vinto i campionati e le coppe nazionali, qualificandosi sulla base dei risultati. È l’essenza dello sport, non solo del calcio".

Quarantena obbligatoria e porte chiuse

Il presidente dell'Uefa si è poi espresso anche sul tema dei ritiri prolungati per i calciatori, che dovrebbero affrontare un lungo periodo di quarantena obbligatoria per garantire lo svolgimento delle partite in totale sicurezza: "Rispetto le decisioni delle autorità scientifiche, hanno la grande responsabilità di difendere la salute delle persone. Quel che succede in caso di positività dei calciatori è il passaggio fondamentale per la continuità delle competizioni. Io non ho alcuna competenza in materia, ma vedo che in alcuni Paesi, come la Germania, le soluzioni adottate sono più mirate e funzionali al prosieguo dell’attività, non alla sua improvvisa interruzione". Infine, Ceferin ha puntualizzato che l'eventuale ripresa delle gare sarà comunque a porte chiuse. Una circostanza spiacevole, ma obbligatoria e che si spera possa durare il meno possibile: "Temo che per un certo periodo non sarà possibile far entrare il pubblico negli stadi. Spero che si tratti di una parentesi non troppo lunga, dopodiché rivedremo finalmente gli impianti pieni di appassionati entusiasti. Lo vogliamo tutti. Io per primo".