Onuoha dopo la morte di George Floyd: "Negli Stati Uniti non mi sento al sicuro"

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Il difensore nigeriano del Real Salt Lake ha confessato i suoi timori in relazione al possibile comportamento delle forze dell’ordine: "Ho paura della polizia, non so mai come potrebbe essere interpretato un mio comportamento. E non è una sensazione soltanto mia"

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La morte di George Floyd ha riaperto una ferita mai del tutto chiusa negli Stati Uniti, quella del razzismo. E l’atmosfera che ora si respira in tutto il paese è molto pesante. "Negli Stati Uniti non mi sento del tutto al sicuro" ammette Nedum Onuoha, difensore nigeriano del Real Salt Lake, con un passato al Manchester City. "Sono sempre attento a come mi comporto perché non so come potrei essere visto dalle persone che hanno potere. Mi dispiace dirlo, ma personalmente ho paura e sfiducia nella polizia. Adoro la vita negli USA ma c'è un lato che non mi piace. Nel Regno Unito so che se anche succedesse qualcosa probabilmente non rischio la vita, ma qui è più facile che una discussione possa diventare mortale. So che la polizia può prendere la mia vita e non sono solo io a sentirlo" ha spiegato in un’intervista a BBC Radio 5 Live.

Non uscire per non avere paura

Per il momento, una soluzione per Onuoha è di limitare al massimo le uscite. "Ci sono tanti bravi poliziotti, ma sono comunque uomini normali. Se ci preoccupiamo dei nostri vicini, perché non dovremmo farlo anche per chi sorveglia le strade armato e con le stesse visioni? Per questo non esco mai, così mi sento tranquillo" ha concluso il giocatore.

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