Ciriaco Sforza al Basilea: l’ex Inter sarà allenatore in Svizzera

Calcio

L'ex centrocampista svizzero, all'Inter nella stagione 1996-97, guiderà il Basilea per i prossimi due anni. In Italia è ricordato soprattutto per la battuta di un film, ma la sua carriera da giocatore è stata di tutto rispetto: a Milano vinse anche una Champions...

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Una sola stagione all’Inter, in nerazzurro nel 1996-97, ma tanto bastò a renderlo “un personaggio”. Certo, senza l’aiuto del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, probabilmente Ciriaco Sforza sarebbe finito nel dimenticatoio come una delle tante meteore del nostro campionato: a lui sarà per sempre legata una battuta del film “Tre uomini e una gamba”, ed è inevitabile ripensare a quella scena nel momento in cui il nome di Sforza torna d’attualità.

"Quella di Ronaldo era finita..."

L’ex centrocampista svizzero, 50 anni, è infatti il nuovo tecnico del Basilea, fresco di firma di un biennale con il club: ma la notizia, sui social, rimbalza soprattutto perché tutti si ricordano di quella maglia nerazzurra, la “21” di Sforza vestita da Giacomo, nel film ricoverato in ospedale, come pigiama. A prestargliela era stato l’amico Aldo (dopo che Giacomino aveva confessato: “Io dormo nudo”), che l’aveva comprata perché… “quella di Ronaldo era finita”.

La parentesi all'Inter

In realtà, all’Inter, Sforza e Ronaldo non si incrociarono mai, con il Fenomeno atterrato a Milano solo nella stagione successiva, quando l’avventura dello svizzero si era conclusa con 26 presenze in campionato e un gol (alla prima giornata!); battuta da film a parte (e senza considerare la parentesi nerazzurra non indimenticabile), lo svizzero ha avuto una carriera di tutto rispetto. Capitano della sua nazionale (con cui ha partecipato ai Mondiali del 1994 e a Euro 1996), la sua carriera lo vede affermarsi in Patria (con Aarau e Grasshoppers, con cui vince il campionato nel 1991), prima di trasferirsi in Bundesliga, dove rimbalzerà dal Kaiserslautern al Bayern Monaco (vincendo il campionato con entrambe).

La Champions vinta a Milano

Assieme a due ex interisti, due icone come Matthaus e Klinsmann, vincerà da protagonista la Coppa Uefa nel 1996, in finale contro il Bordeaux di Zidane, e nell’estate dopo l’Inter lo preleva per volere di Hodgson (proprio l'allenatore a cui Giacomo del trio insegnava l'inglese), per poi rivenderlo al Kaiserslautern: di nuovo un biennio a Monaco e poi ancora in Renania.

A Milano, comunque, può dire di aver vinto una Champions: quella disputata a San Siro tra il suo Bayern e il Valencia di Cuper (gli interisti, passati e futuri, tornano sempre nella sua storia), anticamera per l’Intercontinentale alzata al cielo pochi mesi dopo. Non più da protagonista, ma nel curriculum ci sono anche quelle, per chi dovesse azzardare che è famoso solo per la battuta di un film.

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