Biella ricorda lo storico capitano Lorenzo Mazzia, a dieci anni dalla sua scomparsa

Calcio
Alessandro Alciato

Alessandro Alciato

Si è svolta a Biella una cerimonia per ricordare Lorenzo Mazzia, storico capitano della Biellese, scomparso esattamente dieci anni fa all'età di 42 anni. Tra i presenti il padre Bruno (ex giocatore della Juventus e allenatore di serie A) e Davide Vagnati, attuale direttore sportivo del Torino e ai tempi compagno di squadra di Lorenzo: "Continuo a portarlo ad esempio per il suo atteggiamento". 

Nino Cerruti ha vestito tutti i divi di Hollywood, da Michael Douglas a Jack Nicholson. E’ nato a Biella nel 1930. Michelangelo Pistoletto ha esposto le proprie opere ovunque, come al Louvre di Parigi e al MoMA di New York. E’ nato a Biella nel 1933.

La Fila nel tennis ha accompagnato Bjorn Borg e Adriano Panatta, nello sci Alberto Tomba e Ingemar Stenmark. E’ nata a Biella nel 1911. La birra Menabrea ha dissetato milioni di persone, e continua a farlo. E’ nata a Biella nel 1846. Alberto Barbera è sinonimo di cinema e dirige la Mostra internazionale di Venezia. E’ nato a Biella nel 1950. Sconfinando di pochi chilometri, Ermenegildo Zegna è stato un visionario, e dal suo grande genio è nato un impero fatto di classe e di stile. E’ nato a Trivero nel 1892, a pochi passi da Biella. E poi ci sono Giuseppe Pella, presidente del Consiglio e Ministro. Pietro Micca, l’eroe che si fece esplodere per salvare Torino dall’assedio dei francesi.

 

A Biella, tutti, conoscono le loro storie. Sono i pezzi migliori di un angolo di provincia. Nel mondo, chiunque, sa i loro nomi. Parlando di pallone si va sul sicuro con Alberto Gilardino, Campione del Mondo nel 2006 (nato a Biella nel 1982), e Vittorio Pozzo, di famiglia biellese, che da CT ha portato all’Italia due vittorie al Mondiale e una alle Olimpiadi. Eppure, nel calcio, c’è una terza persona che ha reso felice una piccola città, permettendole di sentirsi grande. Si chiamava Lorenzo Mazzia, giocava difensore, aveva il 5 sulle spalle, è stato il capitano della Biellese. Una bandiera nascosta, nel senso che i venti dei famosi soffiavano forte altrove, eppure lui con la maglia della squadra della sua città ha disputato 557 partite, con otto stagioni consecutive da capitano fra i professionisti. Una vita. Finita troppo presto. E’ morto dieci anni anni fa, il 29 dicembre 2010, a 42 anni. Ricordarlo durante questo anniversario è un modo per regalargli ancora una volta le carezze di chi lo conosceva, e per farlo scoprire a tutti gli altri. Non esistono solo Totti e De Rossi per la Roma, Maldini e Baresi per il Milan, Facchetti, Bergomi e Zanetti per l’Inter, Del Piero per la Juventus, Magnanelli per il Sassuolo. In giro per l’Italia giocano, o hanno giocato, tanti Lorenzo Mazzia, puntini oltre il confine, eppure colonne all’interno, protagonisti di storie che nei loro luoghi di nascita vengono imparate a memoria, come dolci ninne nanne, come rilassanti poesie. E se all’esterno interessano a pochi, la colpa è di chi non ha mai tentato di raccontarle.

 

 

Fra quelli che hanno conosciuto Mazzia c’è anche Davide Vagnati, suo compagno di squadra alla Biellese, in serie C2. Il sindaco di Biella, Claudio Corradino, e l’Assessore allo Sport, Giacomo Moscarola, hanno organizzato allo stadio Lamarmora-Pozzo una cerimonia molto raccolta per ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa. Vagnati era in prima fila: “Oggi non sono qui come direttore sportivo del Torino. Oggi sono qui come amico di Lorenzo. E’ stato il mio capitano, e negli anni continuo a portarlo ad esempio per il suo atteggiamento”. Sky era appena nata. Non esisteva ancora la LegaPro, intesa come oggi. In caso contrario, Mazzia, sarebbe stata una delle facce del campionato.

C’è una fotografia, relativa alla commemorazione, in cui si vede un signore con i capelli bianchi e con il cappello in mano. Il suo nome è Bruno. Ha vinto uno scudetto e due Coppe Italia con la Juventus. Ha giocato 5 volte con l’Italia Under 21. Ha allenato il Lanerossi Vicenza facendo esordire il sedicenne Roberto Baggio. In serie A ha guidato l’Udinese. Nell’immagine di Biella, ha gli occhi rossi, nascosti dietro ad un paio di occhiali. Il suo cognome è Mazzia. E’ il papà di Lorenzo.

Orgoglio di Biella, ma solo perché altrove non l’hanno conosciuto.

Bruno Mazzia (a destra), padre di Lorenzo

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