Superlega, i club subito fuori dalle Coppe? La Uefa deciderà venerdì

Calcio

Tra le possibili sanzioni che la Uefa medita nei confronti dei club che hanno aderito alla Superlega c'è l'esclusione dalle Coppe europee fin dall'edizione in corso. Venerdì la riunione straordinaria del comitato esecutivo per decidere. Intanto in Francia e Regno Unito anche la politica "appoggia" Ceferin

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La Uefa promette sanzioni per i club “dissidenti” che hanno deciso di aderire al progetto Superlega e non è escluso che la decisione possa arrivare già venerdì. Cosa rischiano? Niente più Champions, chiaramente, ma forse già da questa stagione, dall’edizione che attualmente vede ancora in corsa Real Madrid, Chelsea e Manchester City, giunte alle semifinali insieme al Psg, altra “big” che però non fa parte dei 12 club “fondatori”. Stesso discorso per l’Europa League, da cui verrebbero escluse il Manchester United, atteso dalla semifinale contro la Roma, e l’Arsenal (che è in semifinale contro il Villarreal).

La linea dura della Uefa

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A ipotizzare una punizione immediata è Jesper Moller, presidente della federcalcio danese e membro del comitato esecutivo Uefa, che venerdì si riunirà in una seduta straordinaria. In questo senso, la Uefa sarebbe pronta a portare avanti la sua posizione di intransigenza insieme alle varie federazioni, forte della possibilità – in quanto organizzazioni private – di agire intervenendo sulla propria legislazione interna (un po’ come venne fatto ad esempio per il Fair Play Finanziario, con l’introduzione improvvisa di nuove regole per la gestione delle società di calcio allo scopo di favorire un maggior equilibrio). La minaccia, se formalizzata, avrebbe effetti sul fronte sportivo (dove sarebbe da capire quali squadre si contenderebbero quest’anno i due trofei e se ci sarebbero “ripescaggi”) ma anche su quello economico e giudiziario. Richieste di risarcimento a parte (si parla di cifre per decine di miliardi), poi, si ipotizza anche il possibile divieto per i giocatori dei club che aderiscono alla Superlega di rispondere alle convocazioni delle nazionali.

L'intervento della politica

Lo sport inoltre si intreccia con la politica, perché in molte capitali europee, da Londra a Parigi, le acque si stanno agitando. La Francia, che al momento non ha club coinvolti nel progetto, è pronta a ricorrere al diritto europeo per aiutare la Uefa a sanzionare i dissidenti: l'iniziativa francese potrebbe prendere la forma di una "direttiva europea" che prevede "l'eccezione sportiva" così da consentire sanzioni sportive. A Londra, invece, il ministro con delega per lo sport, Oliver Dowden, promette "ogni azione legale", non escludendo anche di ricorrere alla "legge sulla concorrenza". Il ministro ha annunciato un’inchiesta destinata a rivedere le norme che regolano il calcio nel Regno Unito e le forme di sostegno garantite ai club: "Il governo intende interrompere ogni forma di sostegno ai club coinvolti - ha aggiunto Dowden -. Il nostro sostegno è tutto per la A, la Premier League e la Uefa".

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