Plusvalenze, Corte d'Appello Figc respinge ricorso della Procura federale: club prosciolti

PLUSVALENZE

Dopo la sentenza di primo grado e il proscioglimento di tutti i dirigenti e di tutti i club coinvolti nel Processo plusvalenze, la Corte d'Appello della Figc ha anche respinto il ricorso presentato dalla Procura federale, che sosteneva la possibilità di stabilire un metodo oggettivo per giudicare 'fittizie' o meno le plusvalenze maturate dai club in determinati affari di calciomercato

Dopo l'esito della sentenza di primo grado del Processo plusvalenze, che aveva prosciolto tutti i dirigenti e tutti i club finiti nel mirino dell'inchiesta, oggi la Corte d'Appello della Figc ha respinto il ricorso della Procura federale: rimangono così prosciolti tutti i 61 dirigenti e gli 11 club coinvolti. Secondo la Corte d'Appello, quindi, il modello ideato dalla Procura federale, diretta da Giuseppe Chinè, per stabilire quali plusvalenze possano essere definite "fittizie" e quali no (utilizzando come metodo di giudizio anche la piattaforma web 'Transfermarkt'), non può esistere. Secondo la Corte d'Appello della Figc, dunque, non è possibile stabilire un criterio oggettivo sui valori dei cartellini dei calciatori. 

Il comunicato e la sentenza della Corte d'Appello della Figc

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Questo il documento redatto dalla Figc "La Corte Federale d’Appello-Sezioni Unite, presieduta dal presidente Mario Luigi Torsello, ha respinto il reclamo del Procuratore federale a seguito del ricorso presentato contro la sentenza del Tribunale federale, che in primo grado aveva prosciolto gli 11 club e le 61 persone tra dirigenti ed amministratori accusati di aver prodotto plusvalenze fittizie. Inoltre ha dichiarato improcedibili i reclami presentati dalle società Sampdoria, Parma ed Empoli": questo è il testo che si può leggere nel sito ufficiale della Figc.