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15 maggio 2018

Mancini-Italia story: tutti i numeri della carriera in azzurro del nuovo Ct

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Appena 4 gol e zero trofei per Mancini nella Nazionale italiana da calciatore, nonostante reti e vittorie nei club della sua carriera. Da allenatore ha continuato a vincere, stabilendo record in patria e all'estero. Ora ha l'incarico di cambiare la storia dell'Italia, per riscattare sia il proprio passato personale che il grande fallimento Mondiale

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Se lo chiamavano mister Coppa Italia un motivo dev’esserci stato, e probabilmente anche un indizio già scritto dal destino. Di quella competizione lui ne è il recordman assoluto di vittorie, sia da giocatore (sei), che da allenatore (quattro), e a distanza di dodici anni dall’ultimo trionfo è forse ormai giunto il momento di cambiare un po’ l’ordine delle parole. Non più “mister Coppa Italia” ma “mister dell' Italia”, intesa come la Nazionale, e la “coppa” è quella del mondo, il vero obiettivo a lungo termine della sua investitura da Ct della Nazionale. Certo, in mezzo ci sarà anche un Europeo, e il contratto è solo di due anni, ma la ricostruzione del nostro pianeta calcio dovrà ripartire dal Mondiale per puntare però inevitabilmente anche al prossimo di Mondiale. Ovvero ricostruire dopo il fallimento di Russia 2018 e formare un nuovo gruppo che sappia rialzare la testa nel modo migliore possibile. Lui, Roberto, in quella Nazionale da calciatore non ha avuto buona sorte, ed è allora proprio dalla panchina, e da Ct, che vuole provare a cambiare la storia, e il destino. 

Numeri da record

Con le scarpette ai piedi Mancini era in grado di regalare spettacolo, e magie. Destro di piede, con 725 presenze e 202 gol in carriera coi club, dove ha avuto fortuna e successi, a differenza della sua avventura in azzurro. Prima dell’ultima parentesi Leicester in Inghilterra tre squadre in Italia: il Bologna da cui è partito e Samp e Lazio con le quali ha vinto due scudetti, nel 1991 e nel 2000. In bacheca anche due Coppe delle coppe e 6 Coppe Italia (4 in blucerchiato, 2 in biancoceleste), che ne fanno il giocatore più vincente della competizione. A Genova fu anche il miglior marcatore della storia del club, con 132 reti, e almeno 40 in più di ogni altro giocatore, prima o dopo di lui. Numeri da fenomeno, ma in Nazionale la storia è stata diversa.

In azzurro

L’avventura di Mancini in azzurro parte inevitabilmente dall’Under 21, dove mette a segno 9 reti in 26 presenze, fallendo però il colpo grosso all’Europeo del 1986, quando in finale arriverà la sconfitta ai rigori contro la Spagna. Quella era la squadra anche di Vialli, Zenga, Ferri, Giannini, Donadoni, Berti e De Napoli, gli stessi che poi partiranno anche per quel Mondiale delle notti magiche del ’90 dove lui, però, non giocherà nemmeno un minuto. La prima tappa con la Nazionale dei grandi per Mancini è però l’Europeo del 1988: lui segna all’esordio contro la Germania, ma nella semifinale contro l’Urss verrà sostituito all’intervallo, e la squadra perderà poi 2-0. Partito Vicini arriva Sacchi, Roberto per gli azzurri segna altri tre gol nelle qualificazione a Usa ’94, ma per quel Mondiale lo stesso Sacchi non lo chiamerà. Incompatibilità, perché in quel modulo (4-4-2) e in quel gioco tutto suo, Mancini non può inserirsi. La sua ultima partita in Nazionale sarà un’amichevole contro la Germania, dove segna (il gol numero 4 in 36 partite) e gioca in un attacco 4-3-3 fatto apposta da Sacchi per provare a cucire un ruolo anche per lui in quella squadra. Ma il destino aveva altri piani.

Uomo della storia

Il Roberto Mancini che inizia ad allenare nel 2001 a Firenze prosegue nella sua storia vincente tracciata già da calciatore per club, perché in carriera conquisterà la bellezza di 13 trofei. Il primo è immediato, nell’atto uno di quattro Coppe Italia da tecnico, che lo faranno diventare (dopo il giocatore più vincente) anche l’allenatore più vincente della competizione. Nell’Inter - dopo la Lazio - siederà in panchina per 303 volte, con il solo Helenio Herrera ad aver fatto meglio, interromperà un digiuno quasi ventennale di scudetti, prima di partire oltremanica. Dei nerazzurri con almeno 100 panchine in A lui è anche quello con la percentuale più alta di vittorie (58%) e nessuno ha più partite (133) e vittorie (82) di lui nemmeno alla guida del Manchester City, con il solo Pep Guardiola ad aver raggiunto una percentuale più alta di successi. Nei Citizens Mancini vincerà la FA Cup nel 2011, interrompendo - anche qui - un lunghissimo digiuno del club, mentre nel 2012 arriverà la Premier della storia. La prima degli sceicchi, col la zampata di Aguero all’ultimo minuto contro il QPR per uno dei momenti più alti e intensi della storia dello sport. Nel 2015 vince anche la Coppa di Turchia col Galatasaray. Mentre nello Zenit chiude la sua avventura con un netto 6-0 all’ultima giornata, che spedisce comunque la squadra in Europa League. In Russia Mancini quest'anno ha collezionato più clean sheet di qualsiasi altra squadra (17), ha costruito la miglior difesa (21 gol subiti) del campionato e il secondo possesso palla medio più alto della stagione. 

Tiri mancini

La Nazionale italiana ora è nelle sue mani, e non solo Mancini avrà il compito di ripercorrere quanto di ottimo fatto coi club, ma anche frenare la discesa libera del nostro calcio degli ultimi anni. L’apice più recente è ancora quello del 9 luglio a Berlino, col rigore di Fabio Grosso che valse il quarto titolo Mondiale. Nelle due Coppe del mondo seguenti gli azzurri sono però usciti ai gironi, mentre in Russia l’Italia non ci sarà nemmeno. La posizione nel ranking Fifa è la numero 20: la peggiore di sempre. Undici sono invece i Ct cambiati dal 1986 ad oggi (Lippi e Prandelli quelli con più presenze). La percentuale di vittorie più alte? Sacchi tra 1991 e 1996 col 64%, seguito da Vicini tra 1986 e 1991 col 59%. E si parla di più di vent’anni fa. L’Italia deve risollevarsi, e ha individuato l’uomo giusto. Quello con la voglia di riscatto colorata d’azzurro, l’uomo che vuole cambiare la storia con coraggio e determinazione. Senza più tiri mancini nel destino, e con un Mancini in panchina.

L'andamento dell'Italia nel ranking Fifa: la 20^ posizione attuale è il peggior piazzamento di sempre (fonte Fifa.com)

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