Malagò a Sky: "Nessuno scontro sul nome del nuovo ct, qualche giorno e saprete"

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Giovanni Malagò è intervenuto a Sky Sport 24, intervistato dal direttore Federico Ferri: "L'ultimo aspetto di cui abbiamo parlato con Maldini e Leonardo è quello economico, questo avvalora la loro serietà - ha detto -. Abbiamo una condivisione totale delle scelte, sul nuovo ct non c’è nessuno scontro: stiamo parlando per entrare nel dettaglio, ancora qualche giorno di pazienza e saprete tutto. Oltre a Mancini e Pirlo possono esserci altri nomi possibili"

ITALIA, GUARDIOLA INCONTRA MALDINI E LEONARDO. NEWS LIVE

La chiusura di Federico Ferri: il vero punto è la forza di questo gruppo dirigente. È un gruppo che sta condividendo scelte. La notizia rilevante è che non c'è solo una coppia di favoriti Mancini-Pirlo, ma anche altri nomi. Malagò ci ha anche detto che il Ct ha un peso, ma c'è una struttura da rifondare che va oltre il lavoro di un selezionatore. Questo passa molto dalla figura di Malagò, ma anche e soprattutto da quella di Maldini e Leonardo.

Federico Ferri: chiudo con questa domanda, è stato un Mondiale di grandi giovani, Yamal, Mbappé, Haaland. C'è un modo per rendere di nuovo conveniente la creazione del talento giovane e italiano?

"Sarò breve. Questa è stata la mia mission. Oltreché la maggior parte dei discorsi fatti con Maldini e Leonardo. Ed è quello che stiamo portando avanti con chi riteniamo possa essere il nostro Commissario Tecnico. Puoi essere anche il migliore al mondo, ma poi devi essere realista col materiale che hai a disposizione. Dobbiamo alzare molto il livello, ma farlo con politiche mirate".

Federico Ferri: allora ci rivediamo quando la scelta sarà stata fatta…

"A brevissimo".

Malagò prosegue sul tema della scelta del Ct: "A chi dice di prendere un 'mammasantissima': la prima domanda da farsi è se il profilo sia interessato. La seconda è che richieste o pretese possa avere. E poi se questa cosa è conciliabile coi nostri bilanci. A questo punto i bilanci vanno valutati. Prima devi impegnarti e poi trovare le soluzioni. Vi faccio un esempio: ieri alla finale Mondiale c'erano due allenatori come Scaloni e De La Fuente. Scaloni ha avuto una carriera modesta, e molti dicono sia finito lì dopo che allenatori che hanno fatto la storia hanno rifiutato. Eppure in nazionale ha fatto qualcosa di incredibile. De La Fuente: ha ereditato la Spagna da dei mostri sacri, come Luis Enrique, viene dal settore giovanile spagnolo, ha allenato questi giocatori fin dalle formazioni Under. Questo cosa vuol dire? Che a prescindere dalla persona, bisogna sistemare prima l'organizzazione e la metodologia. Dobbiamo fare in modo che gli italiani giochino meglio, che siano più valorizzati, coinvolti, tatticamente e fisicamente. Ripeto: credo sia molto più importante questo aspetto, quello che, tra l'altro, sto condividendo con Maldini e Leonardo. Se non cambia cultura e mentalità, come cambieranno le cose?"

Federico Ferri: la riassumo in un modo che banalizza un po' la questione. Lei come presidente si è dotato di una struttura tecnica di primissimo livello. Ora si sta facendo uno scouting per il Ct, è stata fatta una short-list e vanno valutati tutti i dettagli per arrivare al nome finale. E' corretto? E poi: la short-list è limitata a due nomi, Mancini e Pirlo… O ci sono anche altri nomi?

"Esattamente, tutto corretto. E sì, ci sono altri nomi possibili per il ruolo da Ct. Ma non ve li dico".

Quanto manca per l'annuncio del nuovo Ct della Nazionale italiana?

"Vi ringrazio per la domanda. Ci ho messo due settimane per portare a bordo Maldini e Leonardo. Come mai ci ho messo due settimane? Perché sono due persone serie, da subito molto interessate, ma che altrettanto da subito hanno voluto conoscere il dettaglio del loro ruolo, di cosa avessi in mente; di chi lavora e lavorerebbe con loro. Hanno anche fatto un blitz a Coverciano, hanno scattato una fotografia del centro. In queste due settimane ho fatto sei-otto videoconferenze, dove abbiamo parlato di ogni cosa. E quella di cui abbiamo parlato meno — vi assicuro — è quella economica-contrattuale. Questo avvalora la loro serietà. In questo ambito abbiamo declinato in ogni modo il concetto di condivisione totale delle varie scelte, dove quella apicale è proprio quella del Ct, ma non c'è solo quella. Ci sono tante altre figure fondamentali. Sull'allenatore non c'è nessun tipo di scontro, ma la parola condivisione parte dall'idea che tutti debbano essere d'accordo. Ammesso che questa idea ci sia, poi va declinata nella sua praticità. E la praticità è la stessa a cui siamo andati incontro con Maldini e Leonardo. Ora stiamo parlando per entrare nel dettaglio di un soggetto, ma ci sono delle variabili. Ancora qualche giorno di pazienza e saprete tutto".

Federico Ferri: qual è l'eredità del 'caso Balogun'? È il tema dell'ingerenza della politica nel mondo dello sport. Forse è stato fatto un passo 'troppo avanti'? Serve mantenere dei limiti?

"Si è passato il segno, indubbiamente. C'è sempre un confine. Non viviamo nemmeno nella montagna del sapone, ci sono elementi che possono dare elasticità. Lo sport non può fare il suo lavoro senza la politica, e la politica sa che il suo ruolo è fondamentale; però se lo prevarica finiamo in fuorigioco". 

Cosa ne pensa del Mondiale vinto dalla Spagna?

"Sulla carta erano le due migliori squadre, la partita l'ha vinta la squadra che lo strameritava. Per la bellezza del calcio, per il fato, l'Argentina ha poi reagito proprio quando sembrava stremata. Nel finale stavano quasi per pareggiare".

Il presidente della Figc Malagò ora in diretta a Sky Sport 24.

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