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20 settembre 2008

Il derby dell'Appennino, tabù da 19 anni

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Sergio Volpi indica la strada della perseveranza

I rossoblù dovranno scalare la montagna di Prandelli cercando di non spendere tutte le energie in vista dell'impegno infrasettimanale con l'Udinese. Arrigoni spavaldo: "Io non ho paura".

Francesca e Renzo Menarini da una parte, Diego e Andrea Della Valle dall'altra. Fiorentina-Bologna è anche l'incontro tra due famiglie con il calcio nel cuore, che quasi in contemporanea hanno annunciato la volontà di costruire stadi di proprietà e mandare in pensione gli antiquati Dall'Ara e Franchi. Il più in fretta possibile, perché il calcio che verrà sarà molto diverso da quello attuale. Le due famiglie si incontreranno a pranzo a poche ore dalla partita, per dare un segnale di distensione tra i due club (al Franchi potranno accedere solo gli abbonati viola), ma probabilmente anche per parlare di ambizioni e progetti comuni.
E mentre i vertici delle due società saranno seduti a tavolino, il tecnico degli emiliani, Daniele Arrigoni, sarà in albergo con lo stomaco chiuso, in testa un vortice di pensieri. Meglio schierare il 4-2-3-1 grazie al quale il Bologna ha sbancato San Siro con il Milan alla prima di campionato, o proporre il più equilibrato 4-4-2, che però sette giorni fa con l'Atalanta ha riservato agli emiliani ben poche gioie? Arrigoni non si sbottona, e in vista di un derby dell'Appennino che i rossoblù non vincono in trasferta dal 5 novembre 1989 (1-0 con gol partita di Geovani) dice e non dice. E prende in prestito il titolo di un libro di Niccolò Ammaniti per chiarire subito un concetto: "Io non ho paura. So bene che la partita sarà difficile, perché incontreremo una delle grandi squadre del campionato, in casa devastante, ma so per esperienza che ogni partita ha la propria storia. Perciò si andrà a Firenze convinti". Con Antonioli e Castellini in campo: "Sono prontissimi - aggiunge l'allenatore del Bologna - e anche Lavecchia è tornato in gruppo. L'unico ancora in ritardo è Morales, che spero torni a disposizione per la trasferta di Milano con l'Inter. La formazione? Non ho grandi dubbi, ma devo tenere presente che mercoledì giocheremo ancora". In casa con l'Udinese, una partita difficile quanto la trasferta in Toscana, dove Arrigoni non accetta il ruolo di vittima predestinata ma avverte: "La squadra di Prandelli non ha punti deboli. Bisognerà correre, fare sacrifici, aiutarci l'un l'altro e sperare nella scarsa vena di qualche giocatore importante della Fiorentina. E dovremo pure cercare di ribaltare l'azione, anche rischiando qualcosa, perché se ci difendiamo e basta diventa tutto difficile. E di rischi - conclude Arrigoni - ne correremo comunque, quindi tanto vale prenderne cercando di mettere in difficoltà gli avversari".