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08 ottobre 2008

Zanetti: ''Il derby è passato, i primi siamo noi''

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Javier Zanetti in azione contro il Bologna a S. Siro

Mentre il capitano nerazzurro dimentica la sconfitta con il Milan e guarda la classifica, Ibrahimovic lancia una frecciatina a Mancini: "Mourinho è il migliore, ho imparato di più con lui in due-tre mesi che negli ultimi cinque anni".

Al comando con Lazio e Udinese, mentre Roma e Juventus sono in crisi e il Milan ha frenato di nuovo a Cagliari. L'Inter è l'unica delle grandi al livello delle attese nonostante la delusione del derby. Ma quella è una storia che appartiene al passato, ricorda Javier Zanetti. "La sconfitta col Milan è ormai indietro - ha detto a Sky il capitano dal ritiro dell'Argentina - siamo primi in classifica e siamo contenti per quello che stiamo facendo".
Prossima partita contro la Roma, e forse ci sarà pure Totti. Per Zanetti è presto per parlarne: "In questo momento ognuno pensa alla sua Nazionale, penseremo alla Roma quando torneremo in Italia. Sappiamo l'importanza che Totti ha per questa squadra, l'importante è che l'Inter vada all'Olimpico e faccia la sua partita".
Sicuro Zanetti, ma portatore di certezze è anche Cambiasso. Che non ha preso la vittoria sul Bologna come un riscatto dopo la sconfitta nel derby: "Non avevamo mai avuto incertezze - ha rimarcato- quindi non abbiamo superato alcuna incertezza". Poi una battuta su Mourinho, su quanto è diverso da Mancini: "Differenze non mi piace farne, Mourinho è un grande allenatore e lo sta dimostrando ma la strada è ancora lunghissima". Meno diplomatico invece Ibrahimovic, che dal ritiro della Svezia non ha risparmiato una stoccata velenosa a Mancini: "In soli due o tre mesi con Mourinho - ha detto Zlatan- ho imparato molto, forse più di quanto io abbia fatto nei cinque anni precedenti a questo stesso livello. È sicuramente il più completo tecnico che abbia mai avuto. Credo che possa aiutarmi molto a migliorare". Quindi un battuta sullo straordinario gol segnato al Bologna, di tacco: "Per un attaccante è già molto importante segnare perché ti dà autostima, poi non importa tanto se quella che hai realizzato è una rete più o meno bella, l'importante è che aiuti la squadra a vincere. Il fatto che sia stata una bella rete non è certo la cosa più importante".