Novellino: ''Abbiamo regalato troppo al Bologna''
Calcio
E' amaro l'esordio del tecnico granata: "E' una questione di testa. Abbiamo preso due gol su rigore, uno su calcio d'angolo, uno su palla bassa... Ci siamo un po' persi, non possiamo regalare queste reti"
"E' una questione di testa. Abbiamo preso due gol su rigore, uno su calcio d'angolo, uno su palla bassa... Ci siamo un po' persi, non possiamo regalare queste reti". E' amaro l'esordio di Walter Novellino. Il Torino a perso 5-2 a Bologna, dopo essere passato in vantaggio per due volte. "Per cinquanta minuti siamo andati anche abbastanza bene- dice Novellino- e siamo riusciti anche a portarci sul 2-1. Poi pero' abbiamo perso il controllo della situazione e il Bologna ha pareggiato di nuovo. E abbiamo iniziato a prendere gol ogni secondo. Bisogna lavorare, non c'e' niente da fare. Non siamo stati neanche fortunati in tantissimi episodi e questo 5-2 non e' sicuramente un bel risultato".
Ma se il debutto non e' stato facile, per Novellino non deve essere stato leggero neanche l'incontro con il presidente Cairo, che in settimana lo ha richiamato alla guida della squadra al posto di De Biasi. "Ovviamente il presidente non era contento- racconta Novellino- Peccato pero', perche' abbiamo fatto tutto noi. Ci siamo complicati la vita da soli, ma questo dipende dalla paura di sbagliare. Non ci siamo mai illusi che il vento sarebbe cambiato subito, ma oggi abbiamo veramente regalato troppo al Bologna. Ma, del resto, di semplice non c'e' mai niente".
Ma se il debutto non e' stato facile, per Novellino non deve essere stato leggero neanche l'incontro con il presidente Cairo, che in settimana lo ha richiamato alla guida della squadra al posto di De Biasi. "Ovviamente il presidente non era contento- racconta Novellino- Peccato pero', perche' abbiamo fatto tutto noi. Ci siamo complicati la vita da soli, ma questo dipende dalla paura di sbagliare. Non ci siamo mai illusi che il vento sarebbe cambiato subito, ma oggi abbiamo veramente regalato troppo al Bologna. Ma, del resto, di semplice non c'e' mai niente".