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06 gennaio 2009

Beckham, esordio fortunato: il Milan batte l'Amburgo a Dubai

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David Beckham in azione durante Milan-Amburgo

I rossoneri vincono ai rigori l'amichevole negli Emirati Arabi contro i tedeschi. I tempi regolamentari si erano chiusi 1-1, con reti di Ronaldinho e Benjamin. L'inglese, in prestito fino a marzo, gioca tutto il primo tempo ma non lascia tracce. LE FOTO

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Poco David Beckham, poco Milan. L'inglese debutta in maglia rossonera (guarda le foto) giocando 45' nell'amichevole che la formazione di Carlo Ancelotti vince contro l'Amburgo. Finisce 5-4 ai rigori, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, e il Diavolo si aggiudica a Dubai la Emirates Cup. Lo Spice Boy non lascia il segno, la condizione fisica è ancora approssimativa e l'impiego del giocatore domenica, quando il Milan  farà visita alla Roma, appare improbabile. Beckham, che non gioca una gara ufficiale da due mesi, si impegna soprattutto in fase di copertura ma innesca un contropiede tedesco con un banale appoggio sbagliato. L'osservato speciale non è però l'unico rossonero a marciare a ritmi bassi.

Contro l'Amburgo non impressionano granché nemmeno Ronaldinho, Pirlo e Pato. I piedi buoni rossoneri restano ai margini della manovra e il match non decolla. I tedeschi provano a fare qualcosa di più e riescono anche a rendersi pericoloso con Alex  Silva, che al 28' manca la deviazione da due passi. La risposta del Milan, pochi secondi dopo, è affidata alla conclusione imprecisa di Ambrosini. Dall'altra parte è più preciso Olic, che al 33' va al tiro da quasi 30 metri e impegna Dida. Al 38', finalmente, le  telecamere possono soffermarsi su Beckham: l'inglese calcia la prima punizione della sua avventura rossonera, crossa da 35 metri ma il suggerimento non produce effetti.

Prima del riposo, c'è lavoro anche per il portiere dell'Amburgo: Pato tira da fuori, Hesl blocca a terra. Con la fine del primo tempo termina anche la partita di Beckham, che rimane negli spogliatoi. Ancelotti, che senza i divieti italiani e europei può fumare in panchina, rivoluziona la squadra inserendo Inzaghi,  Flamini e Antonini. Il Milan appare più aggressivo e prova a pungere con Shevchenko, il più ispirato tra i rossoneri. L'ucraino, però, viene fermato da misteriose segnalazioni del guardalinee locale. La  spettacolo latita e il pubblico dello stadio 'The Seventh' si distrae con la 'ola' fino al 61', quando Ambrosini si procura un calcio di rigore per un contatto con Alex Silva.

Ronaldinho si presenta sul dischetto e non sbaglia: 1-0. Il vantaggio rossonero resiste 7', perché al 67' il neoentrato Benjamin insacca dopo la parata di Dida sul colpo di testa di Olic: 1-1. L'equilibrio resiste fino al 90', perché Inzaghi sbatte contro Hesl e perché Petric non inquadra la porta con un colpo di testa  pericolosissimo. Il trofeo viene assegnato ai rigori, finisce 5-4 per  il Milan.