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14 gennaio 2009

Lippi: "Totti in Nazionale? Decido io"

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Lippi sul possibile rientro di Totti in Nazionale: "Dimostrazione di serietà, ma decido io"

Il commissario tecnico ritiene che la recente riapertura all'azzurro dell'attaccante della Roma sia "una dimostrazione di serietà", ma la l'ultima parola spetta a lui. E sulla prossima sfida col Brasile: "Partita affascinante"

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La disponibilità di Francesco Totti a tornare in nazionale è sicuramente una dimostrazione di serietà: però decido io". La recente riapertura dell'attaccante della Roma alla Nazionale non sembra scaldare più di tanto il commissario tecnico azzurro Marcello Lippi. Il ct ha parlato del possibile ritorno in azzurro del capitano giallorosso alla rassegna di moda Pitti Immagine Uomo, alla Fortezza da Basso di Firenze.

Sono molto affascinato dalla  sfida al Brasile, la aspetto con curiosità anche perché sarà la mia prima volta contro questa prestigiosa rappresentativa nazionale". Il ct ha così parlato  della amichevole che gli azzurri giocheranno a Londra a metà febbraio contro il Brasile. "E' una cosa curiosa - ha continuato il ct azzurro - da giocatore e allenatore, in 40 anni, non ho mai affrontato il Brasile, quest'anno tra amichevole e Confederation Cup potrebbe capitarmi tre volte".

"Per vincere lo scudetto l'Inter  dovrà sudare: la Juventus finora è stata la più brava in  assoluto". Questo il bilancio di Marcello Lippi sul campionato ad un passo dal giro di boa: per lui la squadra bianconera è quella che merita più applausi. "La Juve ha fatto un campionato quasi di vertice e ha  disputato un grande girone di qualificazione in Champions - ha detto il ct - E' sicuramente un campionato appassionante, che si giocherà soprattutto quando riprenderanno le sfide di Champions".

Al di là della Juve, Lippi elogia Pato. "Calciatori di 19 anni come Pato nel mondo ce ne sono pochi. E' un giocatore di grandissime prospettive. Purtroppo in Italia non sempre la gente che segue e guarda il calcio è matura per vedere i giovani in campo, al contrario di quanto ad esempio succede altrove, basti  pensare all'Arsenal. Se quella squadra, che ogni anno impiega  molti giovani, non centra per una volta i suoi obiettivi, non accade nulla. In Italia, invece, se un club punta sui giovani e non ottiene risultati viene massacrato".