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28 febbraio 2009

Santon erede di Facchetti? Secondo Mourinho sì. Dì la tua...

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L'esordio di Davide Santon tra i professionisti avviene il 21 gennaio 2009 in occasione dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Roma

Il terzino nerazzurro è la vera rivelazione della stagione interista e l'allenatore portoghese non ha paura di elogiarlo con paragoni importanti: "E' un fenomeno e il merito è soltanto suo". INTERVIENI NEL FORUM E DI' SE SEI D'ACCORDO CON MOURINHO

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Ha stupito tutti con la sua determinazione, con il suo modo di farsi notare senza fare rumore. Sudando e giocando bene, come i grandi campioni di un tempo. Sarà per questo che Davide Santon continua ad essere paragonato a Facchetti, Bergomi, Maldini. Paragoni scomodi, ma lui non parla, e chi parla per lui non fa che confermare che il ragazzo ha la pasta del Campione vero.

José Mourinho lo ha lanciato, o meglio, si è fidato di lui. Perché è soltanto di questo che aveva bisogno Santon, secondo lo Special One. Un allenatore che si fidasse di lui. Inutile dargli il contentino regalandogli una notte europea a qualificazione già avvenuta, Davide Santon doveva essere schierato con la convinzione che poi avrebbe potuto continuare a giocare.

Terzino destro adattabile al ruolo di centrocampista di fascia, come Zanetti, o come terzino sinistro, Santon ha esordito in Coppa Italia contro la Roma. "Da lì - ha commentato Mourinho - ha fatto capire di poter giocare contro la Sampdoria in campionato senza alcuna difficoltà". Le sue prestazioni convincenti in campionato, dove è impiegato da terzino sinistro, hanno fatto sì che Mou si fidasse anche di incaricarlo del contenimento di Cristiano Ronaldo in Champions League. Missione compiuta con risultati sorprendenti dal ragazzino, che lo stesso Ronaldo ha definito un Fenomeno.

"Un fenomeno" è stata la definizione usata anche da José Mourinho, senza mezzi termini. La fiducia nella professionalità del ragazzo è tale che lo Special One non teme che si monti la testa ricevendo complimenti a destra e a manca. E a chi vuole dare a Mourinho il merito della scoperta di questo talento straordinario, il portoghese risponde con un altro attestato di stima nei confronti del ragazzo: "E' tutto merito della sua personalità e questa conta tanto. E' un grande giocatore e, tra dieci-quindici anni quando diventerà il nuovo Zanetti, Facchetti o Maldini con duecento-trecento partite nell'Inter, in quel momento mi ricorderò di lui".