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01 aprile 2009

Lippi: "Abbiamo giocato in 10 per 90' a causa dell'arbitro"

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Stati d'animo differente per Marcello Lippi e Giovanni Trapattoni al termine di Italia-Irlanda

Il ct azzurro se la prende con Stark: "Ci lamentiamo dei nostri arbitri poi vediamo come vanno le cose". Pazzini rincara la dose: "Mi sarei stupito anche di un giallo". Trapattoni gongola: "Bisogna accontentarsi. L'Inno? Lo canto dentro al cuore"

“Noi ci lamentiamo sempre dei nostri arbitri, e poi lo abbiamo visto stasera. Abbiamo giocato novanta minuti in dieci per un'interpretazione di violenza che è sotto gli occhi di tutti. Non è giusto per una cosa del genere, siamo a livello di nazionale e non è giusto". Marcello Lippi non nasconde la sua contrarietà per la direzione di Italia-Irlanda da parte dell'arbitro Stark, in particolare per l'espulsione di Pazzini dopo appena tre minuti e mezzo dal fischio d'inizio. "Abbiamo lottato, abbiamo chiuso, insomma abbiamo fatto quello che si poteva fare, peccato il gol nel finale - ha detto il ct azzurro, al termine della partita -. Abbiamo giocato in dieci per colpa di un arbitro. Il pubblico? E' stato bravissimo".

“Sono saltato per prender la palla, non ho cercato l'uomo, avevo il gomito alzato per la dinamica del movimento, mi sarei stupito anche di un giallo...". Invece dopo 3 minuti appena l'arbitro Stark ha espulso Pazzini, e "ha falsato la partita". L'attaccante azzurro non ci crede ancora. L'Italia ha pareggiato 1-1 con l'Irlanda e lui non ha avuto nemmeno il tempo di sudare: "L'arbitro ha fatto un bell'errore Io ho capito poco in quel momento. I compagni mi hanno detto che e' stato il guardalinee che ha alzato la bandierina. Peccato, era una partita importante. Mi dispiace molto".

"L'espulsione non è una scusa". Orgoglio Cannavaro. Il capitano alza la testa, fa niente per l'1-1 dell'Irlanda all'88. L'Italia non teme la selezione del Trap per il primo posto nel girone. "Peccato perché abbiamo fatto un gran lavoro. Abbiamo giocato tutta la gara in dieci non è semplice,per un'espulsione ingiustissima poi. Nell'ultimo quarto d'ora dovevamo stare più su. Non e' una scusa per noi, abbiamo la forza e l'esperienza per giocare a volte in dieci. Peccato per il gol. Dovevamo essere più furbi, e buttare la palla in fallo laterale. Ora ci sono ancora delle partite importanti. Dobbiamo ancora giocare in Irlanda, e noi recupereremo qualche giocatore importante". Cannavaro risponde anche alle voci di mercato che lo danno disoccupato nella prossima stagione..." Parlo in campo, è l'unico modo che conosco: amo la mia professione, spero di giocare fin quando avrò questa voglia. Mi diverto e sto bene. Mi scivolano addosso le critiche, tante volte non vengono dette da tecnici. E poi... gioco sempre nel Real Madrid e sono il capitano della Nazionale".

Il Trap si prende il punto con l'Italia. Si "accontenta", come dice lui. L'uno a uno dell'Irlanda significa "distanziare le altre", e fa niente che sia arrivato all'88' dopo 85 minuti in superiorità numerica per l'ingiusta espulsione di Pazzini. A proposito di quella il Trap ammette che "so che il mio giocatore aveva il sopracciglio rotto. Ma non mi è sembrato un fallo tanto grave. Non posso dire che se fosse rimasto in campo Pazzini, sarebbe stato meglio o peggio...". "Ogni allenatore - prosegue - gioca per vincere ma bisogna accontentarsi. Noi dovevamo vincere con la Bulgaria. Vediamo di rimanere coi piedi per terra. E' lungo per tutti il cammino, era importante tenere a distanza le altre". E l'inno? Emozionato? "L'inno lo canto dentro il cuore. Quello irlandese è gaelico e non conosco le parole".