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08 aprile 2009

Gasperini: ''Genoa-Juve? Un esame di laurea''

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All'andata la Juventus affondò il Genoa con un netto 4-1

In due anni e mezzo i rossoblù non hanno conquistato neanche un punto tra le mura amiche contro i bianconeri. Il tecnico di Grugliasco, in un'intervista esclusiva a SKY Sport 24, si dice ottimista: ''In campo per sfatare questo tabù''

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VINCERE E' ANCORA NELLE TUE MANI: GIOCA A FANTASCUDETTO


La vittoria di Reggio Calabria ha permesso al Genoa di mister Gasperini di consolidare sempre il quarto posto in classifica che vale la Champions. Ma per continuare a sognare, il Grifone deve mostrare i propri artigli anche alle big del campionato. E sabato sera, alle 20.30, al Ferraris scenderà in campo la Juventus. Un match verità per l'undici rossoblù, ma anche per gli uomini allenati da Claudio Ranieri, che ancora non hanno perso la speranza di avvicinare l'Inter e proseguire così la lotta per lo scudetto. In un'intervista esclusiva per SKY Sport 24, realizzata da Fabio Guadagnini, l'allenatore dei grifoni si dice ottimista:

Sulla sfida contro la Juventus
La partita contro la Juventus per noi è fondamentale, per la classifica, per il momento che stiamo vivendo. Se riuscissimo a far bene contro di loro sarebbe come superare un esame di laurea. La Juventus è l’unica squadra contro cui in questi due anni e mezzo in casa non siamo riusciti a fare un punto, vorremmo sfatare questa situazione. Ciò comunque dimostra che di fronte abbiamo una squadra che in termini di valori vale come l’Inter.

Qual è il reale valore aggiunto della Juve di oggi? Tanta fisicità e una mentalità vincente?
Quello che ha sempre distinto la Juventus è questa grande mentalità che la porta a non fare mai meno di quelle che sono le sue possibilità. Oltretutto è una squadra che è o molto amata o molto odiata e questo credo che abbia generato una loro mentalità particolare: sono abituati a giocare in ambienti difficili e a volte contrari, il che li porta a esprimersi al meglio.

Ancora Genoa-Juve.
In questi tre anni forse la distanza si è un po’ accorciata, rispetto alla Serie B, dove loro avevano sei o sette campioni del mondo e c’era una differenza notevole. Noi siamo riusciti a ridurre questa distanza, che comunque rimane e si vede anche in classifica, però se troviamo la giornata giusta, sul nostro campo possiamo cercare di fare il risultato.

Dei 40 gol realizzati, 32 li avete segnati nel secondo tempo: non è una coincidenza, perché?
Un po’ è una questione di caratteristiche. Ricordo che ad esempio in Serie B eravamo una squadra che andava in vantaggio nei primi 20-25 minuti il più delle volte, aveva una partenza bruciante che metteva in difficoltà gli avversari. Probabilmente abbiamo caratteristiche diverse, sicuramente il merito di questo gruppo è la mentalità di giocarsi le partite con l’intenzione di ottenere il massimo.

Qual è l’ulteriore salto di qualità che può fare il Genoa, a prescindere dalla posizione in cui chiuderà il campionato?
Il Genoa è una società che ora si può stabilizzare su livelli medio alti, è una squadra che è cresciuta molto velocemente, forse troppo, visto che tre anni fa giocava ancora in Serie C. Un tempo i giocatori li sceglievamo in Serie B, ora ci troviamo a guardare quelli di tutto il mondo. Dobbiamo continuare ad essere umili e a lavorare molto.