Lazio, Rossi parla da condottiero: "Guai ai vinti"

Calcio
Delio Rossi, allenatore della Lazio
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Il tecnico biancoceleste suona la carica alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Sampdoria: "Paradiso o inferno in 90'. Se il mio futuro è ancora qui? Ora non conta". All'Olimpico di Roma 3.500 tifosi doriani con treni charter

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"Guai ai vinti". Delio Rossi non vuole nemmeno immaginare che questa Coppa Italia vada alla Sampdoria. Troppo importante vincerla per la Lazio. Per tanti motivi, grandi e piccoli. Dal dare un senso a un ciclo iniziato nell'estate del 2005, allo sfizio di "scucire" la coccarda tricolore ai cugini della Roma per apporla sulla propria maglia. Ma il tecnico biancoceleste non nomina mai apertamente la squadra di Spalletti e se sembra alludere a Totti e compagni quando parla della "nostra gente, che ha visto vincere più gli altri che noi".

Per i tifosi, per la squadra e per la società. Rossi sa bene che alzare il trofeo nazionale, l'ultimo ad essere sistemato nella bacheca del club (2004), spedirebbe la sua squadra in paradiso, viceversa farselo sfuggire significherebbe l'inferno, anche perché la coppa Italia è l'ultima chance per entrare in Europa. "Effettivamente ci giochiamo tanto in novanta minuti- spiega l'allenatore- perché vincere la Coppa Italia sarebbe il coronamento di un periodo di quattro anni. Sarebbe un ottimo viatico per il futuro e importante per la società, che vedrebbe premiate le scelte che ha fatto. Vincere e' importante per tutti, io poi sarei il più felice di questo mondo, quindi guai ai vinti. Questa è una partita che ti puo' mandare in paradiso o all'inferno: se vinci sei lassù, se perdi sei laggiù".

In entrambi i casi, però, il destino di Rossi sembra lontano dalla Lazio: "Il futuro ora non c'entra, il futuro è la Sampdoria. E comunque non penso che il valore di un tecnico passi da una sola partita". Anche se è una finale di Coppa Italia: "Le finali fanno storia a sè, secondo me dovremo giocare come dovremmo fare sempre, cioè con grandissima testa e soprattutto con grandissimo cuore. In una gara secca conta più la testa che le gambe: chi avrà la testa piu' fredda vincerà".

Tremilacinquecento tifosi della Sampdoria verranno a Roma con quattro treni charter noleggiati dalla Federclub Sampdoria per assistere alla finale di Coppa Italia. E' la prima volta, hanno spiegato le Ferrovie dello Stato in una nota, che una federazione di tifosi sceglie l'opportunità offerta da Trenitalia di noleggiare dei convogli per intero, pagandoli a prezzo di listino e disciplinando poi in tutta autonomia e liberta' le regole per l'accesso.

A bordo di ogni treno ci sarà almeno un referente della Federclub, che sarà garante e responsabile nei confronti di Trenitalia ed agevolerà l'organizzazione degli spostamenti e costituira' una tutela contro il rischio di eventuali danneggiamenti. La soluzione, che consentirà ai tifosi di raggiungere la capitale domani pomeriggio e di ripartire subito dopo la partita, è uno dei risultati della collaborazione tra il Gruppo FS e il Ministero dell'Interno sul fronte della mobilita' collettiva in occasione di grandi manifestazioni.

"Le Ferrovie dello Stato - è detto nella nota - potranno offrire adeguati livelli di efficienza e di puntualità sia per chi si sposta a seguito della propria squadra sia per le migliaia di altri passeggeri che ogni giorno utilizzano il treno".