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14 maggio 2009

Lapo Elkann: ''Mourinho? E' uno con le palle, lo rispetto''

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Lapo Elkann, sempre protagonista negli Skytoon, questa volta è apparso in carne e ossa ad Attenti a quei due

Il rampollo di casa Agnelli, ospite di Vialli e Rossi in Attenti a que due, ha espresso la sua ammirazione per il tecnico dell'Inter: credo che Moratti lo debba ringraziare. E sulla sua Juventus: io presidente? Ne sarei contento, ma non mi sto candidando

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Ospite ad Attenti a quei due, il magazine dedicato alla Champions League condotto da Gianluca Vialli & Paolo Rossi, in onda tutti i giovedì alle ore 20.00 (e alle ore 23.00) su Sky Sport 1, Lapo Elkann ha espresso la sua ammirazione per il tecnico dell'Inter, José Mourinho. "E' uno con le palle. Professionalmente, è uno che il suo lavoro lo sa fare. Questa è la realtà dei fatti e c'è poco da dire. Lo rispetto. Se l'Inter non avesse trovato Mourinho, avrebbe avuto più difficoltà a gestire l'azienda e il parco giocatori che ha. Credo che Moratti - aggiunge - debba ringraziare Mourinho per questo. Poi, io sono juventino e guardo in casa mia però è una persona per cui professionalmente non posso che avere rispetto. Poi, ognuno ha il suo modo di dire le cose, lui ha il suo, io ne avrei un altro. Questo non significa che non abbia rispetto per lui, dal punto  di vista professionale".

Sul futuro della Juventus: "Per riuscire a ritornare ad  essere primi, che è quello che qualsiasi tifoso al mondo spera per la squadra, e soprattutto i tifosi juventini che sono abituati a vincere, ci vuole tempo. Capisco, da tifoso, che i tifosi non vogliano aspettare però la complessità e la realtà dei fatti dice che per costruire una buona squadra il percorso è complesso e difficile. Ovviamente spero che sia il più rapido e meno in salita possibile. Poi, speranza e realtà, non sono sempre la stessa cosa".

In settimana si è parlato molto della possibilità di vedere Lapo Elkann Presidente della Juventus. "Non posso dire che non sarei interessato, uno che ama la Juve ed è tifoso juventino non può dirlo. Posso dire - ribadisce- che non mi è mai stato chiesto né proposto. L'unica cosa che ho detto, alla domanda di un giornalista, è che un giorno sarebbe un sogno. Da lì a dire che lo voglio essere e che lo sono, è come parlare della pioggia e del sole. Io sono juventino nell'anima. Sono un azionista di un gruppo che è azionista della Juve, sono tifoso come tanti tifosi e mi sento vicino a loro perché sono un tifoso emotivo".

Tornando a parlare da tifoso ammette un debole per Diego, ma non solo. "Diego è un gran bel giocatore che ha dimostrato quest'anno nel suo campionato e in Uefa di fare un gran bel lavoro".  Ma Lapo vedrebbe in bianconero molto bene anche un altro campione. "Preferirei avere Messi come Lapo Boy. Cristiano Ronaldo è un grande giocatore, fenomenale. E' un giocatore di grandissima qualità però a me Messi ispira più simpatia, ha una qualità di gioco e un modo di amalgamare i compagni di squadra che Ronaldo non ha. Ronaldo, da quello che vedo, è meno aggregante. E' più una prima donna. E poi a me Messi piace anche perché mi ricorda un po' Maradona".

E Antonio Cassano? "E' uno vero, uno puro. Gli consiglio di rimanere se stesso perché la sua forza è la semplicità. E' quello che lo rende bello, genuino. La nostra amicizia risale a quando era alla Roma. Lo stimo -aggiunge- perché ha una qualità e una classe incredibili, è maturato, ha trovato una piazza che lo ama e che gli da la possibilità di giocare come vuole. Non so se rimarrà lì ma per lui è più facile poter esprimere il suo gioco alla Sampdoria piuttosto che al Milan, alla Juve e all'Inter. Alla Sampdoria gli concedono uno stile di vita dove ci sono degli spazi creativi più ampi. Oltre a lui, in Italia ci sono anche altri talenti. Io non sono interista ma pensando all'Inter, guardo a Balotelli. Lui è un giocatore che, se gestito bene, nel tempo, sono sicuro che con Mourinho potrà diventare un ottimo talento. Lo stesso discorso vale per Giovinco alla Juve e per tanti altri ancora. Tra Messi, Ronaldo e Cassano, mio nonno chi avrebbe scelto? Credo che avrebbe scelto Cristiano Ronaldo. E' una riposta a sensazione".

E sul calcio in Italia oggi: "Sta alle società e alla Lega, insieme ai tifosi, fare un lavoro per riportare il calcio a una realtà differente da quella di oggi. Per fare questo ci vogliono degli orizzonti nuovi e che vanno rispettati. In Italia si ha la tendenza a dire una cosa e poi a cambiarla la settimana dopo. Bisogna dire una cosa e mantenerla a  lungo termine. Non si può ogni giorno rimettere in discussione i piani. Anche nelle trasmissioni sportive, capita che un giorno uno sia considerato un Dio e il giorno dopo un peracottaro. Bisogna guardare  il calcio sul lungo termine - conclude - e non solo sul breve. In Italia si guarda sempre troppo sul breve e mai a sufficienza al progetto a lungo termine".