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16 giugno 2009

Lotito investe Ballardini: "Ora et Labora"

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Lotito ricorre alla regola benedettina nel corso della presentazione di Ballardini come nuovo tecnico della Lazio

La regola benedettina diventa quella che il patron biancoceleste ha pensato per il nuovo tecnico della Lazio: "L'ho scelto per la grande professionalità, l'impegno e la capacità di dedicarsi con dedizione e cultura del lavoro a questa squadra"

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"Ora et labora". La regola benedettina diventa quella che Claudio Lotito ha pensato per Davide Ballardini. Scelto per la panchina della Lazio grazie alla "grande professionalità, all'impegno e alla capacità di dedicarsi con dedizione e cultura del lavoro a questa squadra". Il presidente biancoceleste parla di "scelta ponderata e pensata anche nell'ottica del futuro, perchè credo che costituirà un valore aggiunto per questa società". Poche parole per far capire che il lavoro viene prima di tutto, delle dietrologie e delle chiacchiere.

Una decisione, quella di affidare la guida a Ballardini, che dimostra una cosa: "La Lazio non sta con le mani in mano, ma quando prende impegni li rispetta sempre con tempistiche giuste e una scelta consona per l'esistenza di questo club". Il tutto pensato per il futuro, considerando però che questa è "una sfida importante perché abbiamo una eredità che non va scialacquata. Abbiamo vinto la Coppa Italia - ricorda Lotito - siamo andati in Uefa (Europa League, ndr) e ora si deve solo migliorare. Ballardini e i suoi collaboratori sono persone che non si spaventano di fronte alle chiacchiere. Devono essere messi in condizione di lavorare con tranquillità, di esprimere potenzialità. A Roma c'é un grande impatto mediatico e vorrei che fosse funzionale al loro lavoro, senza fare discorsi. Sono persone che appartengono alla categoria di Lotito, di quelli che fanno i fatti e non le parole, rifuggono dai proclami mediatici. Quindi lasciamoli lavorare in pace- si appella alla stampa - metteteli nella condizione di lavorare con serenità e vedrete che otterremo grandissimi risultati, importanti non solo per la squadra".

Ballardini evidentemente conosce già tutta la dottrina di Lotito, visto che come spiega lo stesso presidente, "ha voluto venire alla Lazio perché lo stimola il progetto e la Possibilità di raggiungere traguardi e dimostrare che con un certo tipo di lavoro si possono raggiungere bei risultati". Per chiudere, unaì battuta rivolta al presidente del Palermo, Zamparini, in risposta alla sua accusa di aver preso accordi precedenti con Ballardini. "E' venuto ieri per firmare, prima di allora non ci sono stati rapporti formali".

"Devo ringraziare Zamparini, mi ha portato a Palermo, considerando la partita in meno io e il mio staff abbiamo fatto il record di punti, di vittorie e gol. Ringrazio la società, tutti quelli che hanno lavorato con noi e la gente che ci ha sempre sostenuto. Rivolgo un grazie di cuore e sentito soprattutto al presidente". Davide Ballardini non dimentica Palermo, un amore finito dopo pochi mesi e che sembrava dovesse durare a lungo. Invece è arrivato un divorzio traumatico.

"Credo che Zamparini sia un po' dispiaciuto, perché si aspettava che io rimanessi lì - ha dichiarato il nuovo allenatore della Lazio nel giorno della sua presentazione -. Il sabato prima dell'ultima partita con la Sampdoria, ho parlato con lui e gli ho detto che i nostri rapporti erano cambiati, perché a livello tecnico ognuno può dire la sua, ma il rispetto per la persona non deve mai mancare e più di una volta il presidente non è stato così rispettoso della persona. Gli ho detto che non mi andava bene che una volta l'allenatore era un genio e la partita dopo, per così dire, non lo era. Certe esternazioni non mi piacevano. L'ho messo al corrente di questo, dicendogli che i rapporti erano cambiati, lui mi disse di prenderci 10 giorni di tempo e che mi avrebbe lasciato libero se avessi trovato un'altra squadra".